La casa di Harry Potter si può prenotare su Airbnb a 140 euro

Airbnb
di Fabrizio Arnhold 21 Novembre 2019 - 20:30

I fan del celebre maghetto potranno pernottare nella casa comparsa in un film della saga di Harry Potter, nella contea inglese del Suffolk, all’interno di uno splendido borgo medioevale

I fan accaniti di Harry Potter sapranno dove prenotare le prossime vacanze. Arriva su AirBnb la soluzione perfetta per gli appassionati del celebre maghetto. Si chiama De Vere House ed è situata a Lavenham, nella contea inglese del Suffolk, quella che, nella saga letteraria di J.K. Rowling, era conosciuta come Godric’s Hollow. 

LA CASA DEL FILM

La casa in questione è apparsa nel film Harry Potter e i Doni della Morte ed è stata poi trasformata in un bed & breakfast dai due nuovi proprietari Jane e Tony Ranzetta. L’abitazione del ‘400 arredata con mobili d’epoca, dispone di due camere da letto con baldacchino e bagno privato, camino e giardino. L’atmosfera intorno è quella di un villaggio medievale, tra i più apprezzati del territorio britannico. Per pernottare bisogna pagare 140 euro a notte, inclusa colazione inglese e connessione internet, costi di AirBnb esclusi. 

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OCCHIO AI FANTASMI

Gli ospiti però non troveranno memorabilia di Harry Potter sparsi per casa: l’arredamento è elegante, con un tocco eclettico, con molti elementi d’epoca originali. Attorno alla casa del celebre mago ruotano un sacco di curiosità. La De Vere House ha la sua dotazione di fantasmi, fra  cui il figlio del conte De Vere morto nella Torre di Londra nel XIII secolo e quello del famoso militare Sir Francis Vere. 

AIRBNB, DEBUTTO IN BORSA NEL 2020

Il colosso delle case in affitto, AirBnb si prepara al debutto in Borsa nel 2020. L’azienda, valutata 31 miliardi di dollari nel 2017 da PitchBook e con una rete di mezzo miliardo di viaggiatori, non ha ancora fornito dettagli, limitandosi a indicare che la quotazione avverrà nel prossimo anno. Secondo le indiscrezioni, AirBnb non dovrebbe scegliere l’Ipo ma la modalità del direct listening, in cui le società che entrano in Borsa non creano nuove azioni, risparmiando così i costi delle commissioni. 

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