Euromobiliare Sgr: “Mercati, si allontanano i rischi di recessione”

Euromobiliare SGR
di Redazione 12 Novembre 2019 - 14:07

La correzione dei governativi Usa, avvenuta nell’ultima settimana, disegna un quadro in cui l’esposizione all’azionario è favorita, la volatilità resta su livelli limitati mentre cresce la propensione al rischio

Dopo un lungo periodo caratterizzato da copiosi flussi di acquisto, la scorsa settimana i titoli di Stato hanno accusato un vero e proprio sell-off, cioè una vendita di titoli sul mercato senza limiti di quantità né di prezzo. A proposito di prezzo, va ricordato che in ambito obbligazionario se i rendimenti salgono le quotazioni scendono e lo fanno in misura tanto maggiore quanto è più lunga la scadenza del titolo. La correzione in atto è partita a inizio ottobre per accelerare nei primi giorni di novembre: dai minimi di agosto il rendimento del titolo di Stato (Treasury) a 10 anni ha visto salire il proprio rendimento di mezzo punto percentuale (+0,50%) a fronte di una perdita dei prezzi superiore al 3%.

INDICE ISM NON MANIFATTURIERO USA IN VISTOSO RECUPERO

“Questa profonda correzione degli indici dei titoli di Stato negli ultimi giorni trova spiegazione nell’indice dell’Ism non manifatturiero statunitense di ottobre, che ha registrato un vistoso recupero – ben al di sopra delle attese – archiviando lo scivolone di settembre: un dato che ha ulteriormente attenuato i timori di una imminente recessione negli Usa”, spiegano gli esperti di Euromobiliare Sgr.

LE MOSSE DELLA FED

Secondo i quali, tuttavia, il quadro è stato influenzato dalle mosse della Federal Reserve. La banca centrale statunitense, fanno presente i professionisti di Euromobiliare Sgr, ha riaperto gli acquisti di titoli di Stato sulle scadenze brevi garantendo prontamente liquidità al sistema interbancario e, inoltre, ha instillato fiducia sulla tenuta dell’economia americana, ponendo fine al ciclo dei tagli dei tassi che sono stati interpretati come “cura preventiva”.

A novembre calano i timori di recessione

A novembre calano i timori di recessione

CURVA DEI TASSI USA TORNA IN ASSETTO CRESCENTE

Non deve pertanto stupire se la risultante di questi fattori abbia portato di nuovo la curva dei tassi statunitense in assetto crescente – con i tassi dei titoli a breve più contenuti rispetto a quelli a medio e lungo termine – a testimonianza del fatto che gli investitori si sentano ora confortati in modo bilanciato sia dal livello di accomodamento monetario che dalle ritrovate prospettive positive di crescita.

WALL STREET SUI MASSIMI

Mentre tutto questo, come detto, ha avuto implicazioni negative sul reddito fisso, nell’ambito dei mercati azionari si sono visti nuovi massimi, e nel caso dell’indice S&P500 di Wall Street nuovi massimi assoluti guidati dai settori ciclici. “Il quadro complessivo disegna una situazione nella quale i mercati sembrano ritornati in un nuovo regime di ripresa / reflazione caratterizzato da una correlazione negativa fra le asset class di rischio e quelle meno rischiose, nel quale l’esposizione all’azionario è favorita, la volatilità resta su livelli limitati e cresce la propensione al rischio”, specificano gli esperti di Euromobiliare Sgr, che consigliano di tenere sotto osservazione questa settimana due appuntamenti relativi all’economia degli Stati Uniti.

MERCOLEDÌ 13 L’INFLAZIONE USA…

Il primo, in programma mercoledì 13 novembre, riguarda l’aggiornamento dell’inflazione di ottobre. “Non ci aspettiamo sorprese e quindi riteniamo probabile che i prezzi al consumo si confermino in linea con i livelli di settembre sia per l’indice headline – che comprende tutte le voci di spesa – che quello core – nel quale sono escluse le componenti energia e beni di consumo di prima necessità”, puntualizzano i professionisti di Euromobiliare Sgr.

… E VENERDÌ 15 I DATI DI VENDITE AL DETTAGLIO

Venerdì 15 novembre, invece, sarà il turno dei dati delle vendite al dettaglio relativi a ottobre. “Dovrebbe emergere un sostanziale buono stato di salute del consumatore, anche alla luce del fatto che la fiducia staziona su livelli piuttosto elevati. Se così fosse, costituirebbe un segnale rassicurante dal momento che i consumi rimangono il principale motore della crescita statunitense”, concludono gli esperti di Euromobiliare Sgr.