Certificati d’investimento, un’alternativa ai tassi a zero sempre più gettonata

certificati d’investimento
di Redazione 15 Ottobre 2019 - 10:13

I certificati d’investimento permettono di sfruttare specifiche situazioni di mercato incassando cedole periodiche o premi finali con la protezione totale o parziale del capitale

Con i rendimenti dei titoli di stato a zero o sottozero prosegue senza sosta la caccia al rendimento da parte degli investitori. Che però vorrebbero incassare cedole generose ma senza correre rischi eccessivi. Un’esigenza a cui cercano di rispondere le banche e le reti di consulenza con prodotti ad hoc quali i certificati d’investimento, come BG Equity Protection 100%, il certificato interamente garantito per la rete di Banca Generali lanciato questa settimana, o i 27certificati Bonus Cap di Banca Imi quotati da oggi sul mercato.

UN PRODOTTO SEMPRE PIU’ GETTONATO

Ma cosa rende un certificato d’investimento così interessante in questa fase del ciclo, tanto da essere tra i prodotti finanziari più gettonati sul mercato? Scopriamolo percorrendo insieme le sue caratteristiche di funzionamento e come poterle sfruttare per diversificare il portafoglio in modo ancora più ottimale.

L’EMISSIONE RICHIEDE UN PROSPETTO CONSOB

Un certificato d’investimento, in generale, è una sorta di mix di contratti finanziari incorporati in un singolo titolo che, inoltre, viene scambiato in Borsa come fosse un’azione o un’obbligazione. E’ emesso da un’istituzione finanziaria a cui fa capo l’obbligo del pagamento delle cedole e del capitale dovuti come specificato nell’apposito prospetto informativo: si tratta infatti di prodotto finanziario molto trasparente, la cui emissione richiede un prospetto di quotazione approvato dalla Consob o da un’altra autorità europea.

Certificates, come combinare cedole fisse certe e coupon condizionati

Certificates, come combinare cedole fisse certe e coupon condizionati

AL RIALZO, AL RIBASSO O UN MIX DELLE DUE DIREZIONI

Tra le caratteristiche peculiari di un certificato d’investimento spicca la direzionalità del sottostante che permette all’investitore più opzioni: al rialzo, al ribasso o anche ad un mix delle due direzioni. Per quanto riguarda invece il flusso cedolare, la distribuzione del premio è di solito mensile, ma ci sono emissioni con coupon trimestrali, annuali o a scadenza.

PROTEZIONE DEL CAPITALE

Diversi certificati prevedono il rimborso anticipato del capitale all’investitore prima della scadenza (con o senza un premio aggiuntivo, se previsto). A proposito di capitale, la protezione dell’investimento iniziale può essere completa, parziale oppure condizionata rispetto al capitale investito all’emissione: ne deriva che, a seconda dei casi, il sottoscrittore deve rinunciare a qualche premio o vantaggio durante la vita del certificato.

PORTAFOGLI DIVERSIFICATI

Gli emittenti possono combinare tra loro una o più di queste opzioni, e creare soluzioni sempre più innovative, in grado permettere agli investitori e ai loro consulenti di allestire portafogli diversificati non soltanto in azioni, obbligazioni, fondi ed Etf, con l’obiettivo di ottimizzare il profilo complessivo di rischio – rendimento.

I DIVERSI TIPI DI CERTIFICATI

Tra le soluzioni più diffuse e quotate sul circuito SeDeX di Piazza Affari, se ne distinguono sei: gli Equity Protection, i Bonus certicates, i Benchmark, i Discount, gli Express e quelli di tipo Airbag. I Certificate Equity Protection, in particolare, rientrano nella categoria dei certificati a capitale protetto che consentono di investire al rialzo o al ribasso su un’attività finanziaria sottostante, quale, ad esempio, un’ azione, un tasso d’interesse, un indice azionario, una materia prima o una valuta. L’aspetto peculiare consiste nel proteggere a scadenza, in tutto o in parte, il valore del prezzo di emissione nel caso in cui l’attività finanziaria sottostante dovesse registrare un andamento in direzione opposta rispetto alle aspettative dell’investitore.

UN ESEMPIO PRATICO

Poniamo di avere un Equity Protection Certificate con protezione del capitale pari al 95%, della durata di due anni con sottostante l’indice Stoxx 600 delle azioni europee, prezzo di emissione 100 euro, data di rilevazione iniziale 15/10/2019 con valore iniziale dell’indice 390 punti, data di rilevazione finale 15/10/2021, fattore di partecipazione 100%, CAP 140%, livello di CAP 546 punti (il 140% di 390 punti). Alla scadenza del 15/10/2021 l’investitore avrà tre possibili scenari possibili.

PRIMO SCENARIO

Il primo è un livello di indice Stoxx 600 superiore a quello CAP, per esempio 580 punti, cioè il 48,7% in più rispetto al valore iniziale. L’investitore incassa 140 euro per certificate in quanto il CAP limita il guadagno massimo del premio del certificate anche se l’indice sottostante ha realizzato nei due anni di durata una performance superiore (pari al 48,7%).

SECONDO SCENARIO

Il secondo scenario è quello in cui l’indice Stoxx 600 alla scadenza chiude a un livello intermedio tra quello iniziale e il CAP, per esempio a 468 punti (+20%): in questo caso all’investitore verranno liquidati 120 euro per certificato.

TERZO SCENARIO

Infine, e siamo al terzo scenario, a scadenza l’indice Stoxx 600 si colloca ben al di sotto del valore iniziale, per esempio a quota 300 punti (-23%). Dal momento che il livello di protezione è pari al 95%, il certificato in questione limita al 5% le perdite massime: l’investitore ottiene un importo di liquidazione finale pari a 95 euro.

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