Bitcoin, l’ultimo crollo ne conferma la natura speculativa

Bakkt
di Redazione 25 Settembre 2019 - 9:58

Il Bitcoin, la moneta virtuale più conosciuta, ha nuovamente scioccato gli investitori dopo il brusco sell-off del 24 settembre, che ha visto la criptovaluta rapidamente perdere oltre il 12% durante una singola sessione di trading

Nel corso di soli 30 minuti, a partire dalle 16 del 24 settembre, i prezzi del Bitcoin sono scesi sotto gli 8.000 dollari, il punto più basso dal 12 giugno di quest’anno, registrando una perdita di oltre il 12 per cento. In sole 24 ore sono stati ritirati dal mercato 30 miliardi di dollari mentre gli investitori cercavano di chiudere le loro posizioni in un frenetico sell-off (vendita di titoli senza limite né di prezzo né di quantità). E’ questa la fotografia della giornata del 24 settembre per il Bitcoin sui mercati finanziari.

QUOTAZIONI SULL’OTTOVOLANTE

L’ennesima di una lunga storia di quotazioni sull’ottovolante che espone gli investitori ai rischi più estremi illudendoli con guadagni facili e generosi: un impiego dei risparmi che non ha nulla a che vedere con un investimento finanziario ma che costituisce soltanto una scommessa. Certo, chi avesse acquistato Bitcoin un anno fa oggi potrebbe rivenderli guadagnando il 32% mentre chi vi avesse puntato a inizio anno oggi potrebbe contare su una rivalutazione del 130%. Ma questo vuole anche dire che, tra il 25 settembre 2018 e il 31 dicembre 2018, cioè in soli tre mesi, il valore del Bitcoin è crollato del 42,4%.

UNA LUNGA SERIE DI CROLLI ROVINOSI

D’altra parte chi ha scommesso sui Bitcoin ha sperimentato più volte questi improvvisi crolli. Nel 2017, dopo aver toccato il massimo a 19.345 dollari il 16 dicembre, a fine anno, in meno di 15 giorni, le quotazioni lasciavano sul parterre oltre il 30% chiudendo a 13.444 dollari. Poi, in sole sei sedute, un rimbalzo a 17.174 dollari, seguito da una caduta del 60% a 6.938 dollari un mese dopo, il 6 febbraio 2018. Nella seconda parte del 2018, dopo un relativamente lungo periodo – circa tre mesi – intorno ai 6.500 dollari, i Bitcoin hanno cominciato a scendere senza soluzione di continuità e dal 13 novembre al 15 dicembre hanno accusato un dimezzamento del valore sprofondando a quota 3.228 dollari. Da quel valore i Bitcoin hanno inanellato un lungo percorso al rialzo che ne ha proiettato i prezzi in area 13mila dollari nello scorso mese di giugno. Da quel livello, c’è poi stata una discesa in area 10mila dollari che sembrava ‘tenere’ fino alla brusca correzione di ieri.

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RIFLETTORI PUNTATI SULLA MEDIA MOBILE A 200 GIORNI

Adesso i riflettori sono puntati sulla media mobile a 200 giorni che, secondo l’analisi tecnica, segnerebbe ufficialmente l’inizio di un nuovo mercato “orso” (ribassista) nel caso in cui si verificasse una forte chiusura sotto 8.311 dollari (stamani il Bitcoin ha aperto intorno a 8.450 dollari). Secondo un report degli analisti di CoinDesk, il calo dei prezzi potrebbe essere stato aggravato dalle richieste di margine e dalle liquidazioni dei contratti su Bitmex, la piattaforma di scambi specializzata soprattutto in operazioni con i Bitcoin e con uno dei mercati più liquidi in questo ambito.

AL VIA LA NUOVA PIATTAFORMA BAKKT

Nel frattempo il 23 settembre è partita la nuova piattaforma per contratti future Bakkt che, secondo le aspettative degli operatori di mercato, dovrebbe permettere di scoprire il reale valore di mercato dei Bitcoin e quindi guidare la determinazione del giusto prezzo della criptovaluta.

CORREZIONE POSSIBILE FINO A CIRCA 6.100 DOLLARI

Gli analisti tecnici non escludono la possibilità di un rimbalzo a breve termine, sulla scia di un indicatore RSI (Relative Strenght Index) di ipervenduto estremo. Tuttavia, se la soglia di resistenza a 8.311 dollari della media mobile a 200 giorni fosse perforata al ribasso, si potrebbe aprire uno spazio per un proseguimento della correzione fino a circa 6.100 dollari.

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