Dazi, Toschi: “Cina sotto attacco, ma Trump cercherà un accordo”

Guerra commerciale
di Redazione 6 Agosto 2019 - 8:10

Secondo la strategist di J.P. Morgan AM il presidente Usa non vuole correre il rischio di danneggiare l’economia Usa in vista delle elezioni

Investire in momenti di incertezza è difficile, anche se i temi che la stanno determinando da qualche giorno non sono affatto nuovi. Non è certo la prima volta che il Presidente americano Trump sorprende i mercati con un annuncio imprevisto e una nuova minaccia di aumento delle tariffe sull’import della Cina. “Gli elementi che gli investitori dovranno continuare a monitorare sono gli effetti di questa incertezza sull’economia americana, sull’azione di politica monetaria, sull’andamento degli utili societari ma anche sulla tenuta della crescita in Cina” fa presente Maria Paola Toschi, Executive Director Market Strategist di J.P.Morgan Asset Management.

CORSA ALLE ASSET CLASS RIFUGIO

Incertezza che si sta già trasformando, come spesso accade in situazioni del genere, in una corsa alle forme di protezione e di decorrelazione. Per questo motivo alcune asset class di qualità mostrano delle valutazioni elevate, sia nel caso di alcune classi di reddito fisso che nel caso di altri strumenti finanziario quali l’oro e lo yen.  “I rendimenti dei Treasury americani sono scesi, più di quanto non abbia prodotto il taglio dei tassi della Fed che è stato probabilmente inferiore alle attese, a conferma che la domanda su governativi di Washington resta quindi elevata. Si tratta di una classe d’investimento vista come la più liquida e tra quelle che possono offrire protezione in momenti di incertezza. Questa nuova recrudescenza di rischio potrebbe riportare volatilità e ricerca di protezione, anche se i costi di questa protezione sono elevati” puntualizza Maria Paola Toschi.

EVOLUZIONE DELLA GUERRA COMMERCIALE

Le cui considerazioni sono frutto della sua analisi dell’evoluzione della guerra commerciale tra Stati Uniti e Cina la cui tregua, annunciata dal Presidente americano nel Summit del G20 di giugno, è durata meno del previsto. I negoziati riprenderanno a settembre ma in quel mese potrebbe entrare in vigore il nuovo inasprimento tariffario nei confronti del paese asiatico, annunciato in questi giorni. Trump ha infatti annunciato l’intenzione di portare avanti la proposta di imporre tariffe al 10% sull’ultima tranche di importazioni cinesi non ancora tassate (per 300 miliardi di dollari), provvedimento che potrebbe avere un impatto negativo sulla crescita cinese stimato pari a -0,3%.

EFFETTI NEGATIVI ANCHE SULL’ECONOMIA USA

Secondo la strategist, un nuovo aumento tariffario può avere effetti negativi anche sull’economia americana per vari motivi tra i quali l’incertezza che sta già penalizzando l’attività economica e manifatturiera e il fatto che i prossimi a soffrire per le nuove tariffe potrebbero essere i consumatori americani
I maggiori costi determinati dalla strategia protezionistica potrebbero passare dal settore manifatturiero, già in passato penalizzato dai passati provvedimenti tariffari, ai consumi che potrebbero essere i prossimi beni oggetto di nuove tariffe e quindi di aumenti di costo. Ciò è particolarmente preoccupante in quanto sono proprio i consumi che stanno sostenendo il ciclo economico americano, che è il più lungo della recente storia americana” tiene a specificare Maria Paola Toschi.

LE IMPLICAZIONI SU MERCATI, ECONOMIA E POLITICHE MONETARIE

La strategist, di conseguenza, suggerisce di non sottovalutare questo aumento tariffario anche se è probabile che l’Amministrazione americana speri che questa nuova minaccia contribuisca ad accelerare il dialogo riportando la Cina al tavolo dei negoziati con uno spirito di maggiore collaborazione, senza produrre un danno eccessivo per i mercati. I quali sono ai massimi di tutti i tempi e, nel caso di una modesta correzione, come quella vista nei giorni scorsi, potrebbero non vedere scalfita la solidità di lungo termine di cui sembrano ancora beneficiare.
“Il tema della guerra commerciale si conferma essere il più importante per i mercati per le ampie implicazioni sia sull’economia che sulla politica monetaria. La guerra commerciale continua ad essere il principale rischio per la crescita globale e l’arrivo di un accordo potrebbe tardare continuando a determinare un contesto d’incertezza che non fa bene all’economia e al mondo imprenditoriale” sottolinea Maria Paola Toschi.

Quello della Fed può essere un taglio isolato di metà ciclo

Quello della Fed può essere un taglio isolato di metà ciclo

CINA SOTTO ATTACCO

La quale indica nella Cina il paese ‘particolarmente sotto attacco’: tuttavia è possibile, secondo la strategist, che questa nuova minaccia possa indurre le autorità di Pechino a varare nuove misure di stimolo, riducendo nuovamente il tasso di riserva obbligatoria (già ridotto cinque volte) o accelerando il programma di tagli fiscali e limitando quindi i rischi per la crescita. D’altra parte, l’incertezza su queste dinamiche rientra tra quegli sviluppi globali citati dal Governatore della Fed nel recente meeting di luglio in cui è stato deciso il primo taglio dei tassi di 25 punti basi (-0,25%) dal 2008. “Il Presidente Trump sta facendo molta pressione sulla banca centrale Usa affinché tagli i tassi e una escalation delle tensioni commerciali potrebbe aumentare le condizioni per ulteriori riduzione dei saggi statunitensi” spiega Maria Paola Toschi.

IN VISTA LE PRESIDENZIALI DEL 2020

Che, infine, non trascura di ricordare un altro aspetto da tenere nella dovuta considerazione: “È possibile attendersi un po’ più di cautela da parte del presidente americano a mano a mano che si avvicina l’appuntamento elettorale del 2020 per il secondo mandato presidenziale. Trump dovrà ricercare una forma di compromesso per riuscire a trovare il giusto equilibrio nel mostrare fermezza con la Cina e, al contempo, evitare di danneggiare l’economia americana e i mercati, creando le condizioni economiche e finanziare favorevoli ad una sua rielezione. L’effetto combinato di questi diversi fattori resta al momento incerto”.