I motori della crescita sostenibile secondo Invesco

cina
di Antonio Cardarelli 3 Aprile 2019 - 11:49

Sostenibilità, inclusione, populismo tra i temi affrontati da Kristina Hooper e Sarah Varetto nella conferenza organizzata da Invesco, che permetterà di piantare 500 nuovi alberi

Cinquecento partecipanti, cinquecento alberi piantati grazie all’accordo con Tree-Nation. Se Invesco, con la conferenza “I motori per una crescita sostenibile” voleva lanciare un messaggio concreto durante il Salone del Risparmio, l’obiettivo è stato raggiunto in pieno. Ma al di là dell’impegno pratico nella riforestazione, la conferenza che ha visto sul palco Kristina Hooper, Global Market Strategist di Invesco, e Sarah Varetto, direttore di SkyTg24, con la moderazione di Giuliano D’Acunti, responsabile commerciale per l’Italia di Invesco, ha permesso di affrontare diversi aspetti relativi alla sostenibilità.

I PERICOLI DELLA GUERRA COMMERCIALE

Tra questi anche la guerra commerciale tra Usa e Cina, che secondo Hooper va inserita in un contesto generale in cui il nazionalismo Usa rischia di penalizzare l’economia e, sul lungo termine, rappresenta una minaccia per la stessa sostenibilità. “Il mio timore – ha aggiunto Hooper – è che il populismo, purtroppo favorito dalla rabbia di una parte della popolazione che si sente esclusa dai benefici della crescita economica, possa mettere in pericolo anche altri aspetti come per esempio l’autonomia delle banche centrali”. Sempre sulla guerra commerciale, secondo Hooper il problema principale è la mancanza di chiarezza da parte del governo Usa che “non ha ancora detto alla Cina cosa vuole”. Ma alla fine, è il parere della strategist di Invesco, i due paesi potrebbero venirsi incontro facendo delle concessioni reciproche.

LA FORZA DEGLI EMERGENTI

Ma i paesi emergenti, di cui la Cina è un rappresentante anche se piuttosto unico, possono fare qualcosa per migliorare la sostenibilità dell’economia globale? “Finora abbiamo assistito a un dibattito che vede i paesi avanzati, che in passato hanno depauperato il pianeta consumando risorse, bacchettare gli emergenti che invece hanno cominciato da poco a sfruttare le risorse in modo intensivo – ha spiegato Varetto – ma se c’è un paese che può fare qualcosa nella lotta all’inquinamento e al cambiamento climatico è la Cina, sia per capacità di investimento che per le caratteristiche dirigiste della sua economia”.

INCLUSIONE E PERFORMANCE

Concorde su questo tema anche Kristina Hooper, che si è detta d’accordo con Sarah Varetto anche sull’importanza dell’inclusione che “migliora le performance delle aziende” in virtù del maggiore coinvolgimento nelle decisioni. Infine, tornando sul tema della Cina e della Nuova Via della Seta (su cui Invesco è molto attenta grazie anche al lancio di un fondo obbligazionario), Hooper ha sottolineato come il governo di Xi Jinping abbia intenzione di “colmare i vuoti lasciati dalla versione nazionalista degli Usa” mentre Varetto ha posto l’accento sul recente dibattito sul tema emerso in Italia, “troppo concentrato sui risvolti geopolitici e poco su quelli economici, sicuramente più importanti per il nostro paese”.

La Via della Seta del terzo millennio percorribile dagli investitori

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