Amundi

Mercati, è presto per affermare che il peggio sia alle spalle

Molteplici situazioni a livello internazionale rendono il contesto estremamente incerto. Le indicazioni di Beani (Amundi) su azioni, titoli di stato, obbligazioni societarie, valute e materie prime

15 Gennaio 2019 10:33

Dopo un mese di dicembre che è stato, in base alle statistiche, il peggiore per Wall Street dal 1930 e decisamente negativo per tutti gli altri indici di Borsa, le prime due settimane di gennaio hanno registrato un recupero diffuso sui mercati. “E’ tuttavia presto per affermare che il peggio sia ormai alle spalle” tiene però subito a precisare Giordano Beani, Head of Multi-Asset Fund Solutions Italy di Amundi SGR. Una considerazione frutto delle molteplici situazioni a livello internazionale che rendono il contesto estremamente incerto: dall’incremento dei profitti societari che continua ad essere rivisto al ribasso alle preoccupazioni circa un rallentamento più forte del previsto della crescita globale, dai timori sulla guerra commerciale tra Washington e Pechino allo shutdown statunitense che sta bloccando gli uffici amministrativi pubblici.

PRUDENZA SULLE AZIONI


Sulle azioni l’esperto suggerisce un atteggiamento prudente nonostante alcuni fattori (da una Fed più accomodante ad un possibile accordo sui dazi commerciali, dal prezzo del petrolio più tonico agli ulteriori stimoli in Cina) abbiano permesso agli indici di recuperare parte del terreno perduto. “Non va dimenticato che stiamo percorrendo una fase molto matura del ciclo finanziario e quindi i rimbalzi dovrebbero assumere ampiezze contenute rispetto ai picchi precedenti” specifica Giordano Beani che, tuttavia, segnala le azioni dei mercati emergenti in quanto potenziali maggiori beneficiarie degli stimoli della Cina e della pausa della Fed.

TITOLI DI STATO, LE MOSSE DI FED E BCE


A proposito della banca centrale statunitense, l’esperto non esclude la possibilità che la Fed possa riconsiderare anche la posizione riguardo alla riduzione del bilancio mentre la Bce potrebbe annunciare delle nuove operazioni di rifinanziamento a lungo termine per le banche europee. “Misure che potrebbero determinare condizioni di finanziamento meno restrittive. In ogni caso, per vedere un rialzo dei rendimenti dei titoli di stato sovrani è necessario che sul fronte macro, in particolare quello relativo alla crescita mondiale, giungano notizie positive” puntualizza l’esperto.

OBBLIGAZIONI SOCIETARIE ALLA RICERCA DI STABILITA’


Nell’ambito delle obbligazioni societarie, invece, c’è da registrare un assestamento del clima generale che era diventato molto negativo a dicembre. Merito sia del temporaneo raffreddamento delle tensioni geopolitiche internazionali che della Fed e della Bce. La banca centrale statunitense ha ammorbidito i toni assumendo un atteggiamento più flessibile nella propria politica monetaria. La banca centrale europea, invece, potrebbe valutare la possibilità di una nuova operazione di rifinanziamento a lungo termine.
“Si tratterebbe di una decisione capace di sostenere i mercati del credito, riducendo le pressioni sull’offerta. Un modo efficace per migliorare l'equilibrio dei fattori tecnici, in particolare per le emissioni finanziarie” spiega l’esperto.

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OPPORTUNITA’ SELETTIVE SULLE VALUTE EMERGENTI


Sul fronte valutario, dopo un 2018 in grande spolvero per il dollaro, il nuovo anno dovrebbe vedere una inversione del trend dal momento che, come sottolinea Giordano Beani “l'economia statunitense non potrà beneficiare dello stesso supporto fiscale dello scorso anno e perché, con ogni probabilità, cresceranno le preoccupazioni del mercato nei confronti dei deficit gemelli negli USA”. Un’attenzione particolare meritano le monete dei paesi emergenti che, dopo la severa correzione del 2018, evidenziano un potenziale rialzista. Tuttavia, precisa l’esperto, la selettività sarà fondamentale perché la volatilità si manterrà su alti livelli: da privilegiare, le valute con cedole elevate - bassi volumi e che presentano poche vulnerabilità esterne.

CONTESTO FAVOREVOLE ALL’ORO


Infine, una panoramica sulle materie prime, il cui andamento dipenderà molto sia dall’evoluzione della guerra commerciale tra USA e Cina e sia dalle decisioni della Fed: se i responsabili della banca centrale statunitense proseguissero sulla scia delle dichiarazioni delle ultime settimane caratterizzate da un tono più accomodante, i prezzi dei metalli di base e degli altri attivi rischiosi potrebbero beneficiarne. Favorito pure l’oro, grazie all’attuale contesto caratterizzato dai tassi di interesse reali (cioè al netto dell’inflazione) relativamente bassi.
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