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Idee di investimento – Azioni – 24 dicembre 2018

Non sembra il momento di essere troppo pessimisti sul 2019: si può aumentare il peso nelle azioni guardando ai temi del futuro e alle opportunità settoriali in Europa

24 Dicembre 2018 06:59

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IL NUOVO TREND (NEGATIVO) DI WALL STREET


Tra le possibili spiegazioni di questo nuovo trend (negativo) di Wall Street figurano i recenti dati dell’economia reale statunitense che hanno deluso le aspettative. In particolare, come fanno notare nell’articolo Segnali di maggiore affinità tra economia reale e mercati gli esperti di Euromobiliare Sgr, gli indici di fiducia delle imprese americane sia manifatturiere che dei servizi hanno sorpreso in modo significativo al ribasso. Se a questo aggiungiamo che nessuna notizia positiva sia giunta dalle altre aree geografiche importanti (né dalla Cina e nemmeno dall’Europa) ecco che il quadro in negativo della situazione è completo.

COSTRUTTIVI SULL’AZIONARIO


Secondo Christian Schmitt, co-lead portfolio manager del fondo Ethna-DYNAMISCH  di Ethenea Independent Investors S.A, a differenza del crollo delle dot.com nel marzo del duemila o della grande crisi finanziaria di 10 anni fa, i problemi attuali hanno connotati politici e non economici. “Molte di queste incertezze derivano dalle politiche aggressive di leader o stati populisti e, se rientrassero, permetterebbero una soluzione ai problemi. Ecco perchè pensiamo che non sia il momento di essere troppo pessimisti sul mercato azionario nel 2019” sostiene Christian Schmitt. L’esperto, entrando nello specifico delle scelte di portafoglio, parte dalla rotazione settoriale che ha visto a partire dallo scorso mese di febbraio, il passaggio del testimone tra i settori ciclici (che avevano firmato una straordinaria sovraperformance dalla metà del 2016) e quelli più difensivi. Tra i primi hanno svolto un ruolo di primo piano i titoli della tecnologia statunitense, che hanno registrato perfomance superiori alla media di mercato con continuità per circa un decennio ma che, negli ultimi mesi, hanno accusato pesanti correzioni soprattutto per aspettative e valutazioni eccessive. “In tutti i casi, resta sempre valido un approccio basato sulla selezione delle singole aziende di alta qualità a prezzi equi. Titoli di compagnie che offrono un interessante rapporto rischio/rendimento nel medio termine e permettono agli investitori di svincolarsi dalla dipendenza dello sviluppo e delle aspettative economiche future, come avviene in altri settori” conclude nell’articolo Azioni, non è il momento di essere troppo pessimisti per il 2019 Christian Schmitt.

I GUSTI DEI MILLENNIAL GUIDANO I SETTORI


A proposito di settori, nell’articolo Vendita al dettaglio, sono i Millennials a dettare le regole alle aziende si spiega perché, dopo il lusso, l’elettronica, i beni di consumo e l’abbigliamento, i Millennials conquistano quote di mercato anche nei settori casa e arredamento. Nell’ambito della vendita al dettaglio l’influenza dei millennials (i nati fra i primi anni Ottanta e la fine degli anni Novanta) cresce in modo strutturale al punto da condizionare lo studio del mercato, l’analisi dello specifico settore e l’interazione dei consumatori con l’impresa. L’offerta delle aziende è inevitabilmente indotta ad adattarsi al profilo del nuovo consumatore e i millennial, che si muovono in assoluta libertà e familiarità tra tablet, smartphone e negozio, mostrano di essere più interessati alle esperienze piuttosto che ai beni materiali. Lo rivelano fonti, del dicembre 2017, dello US Bureau of Economic Analysis e McKinsey, in base alle quali il processo di acquisto è di per sé un’esperienza per i millennials, che sia online o in negozio. Non a caso, i brand del lusso, che per primi si sono mossi lungo questa direttrice di offerta multicanale, vedono la crescita delle vendite alimentate per l’85% da consumatori millennials (dati a maggio 2018; fonti: Altagamma, Bain & Company).

TEMI DI INVESTIMENTO DI LUNGO TERMINE


Guardare all’evoluzione dei millennial può essere una delle chiavi per posizionarsi sui temi di lungo termine a cui Philip Dicken, Responsabile azionario Europa di Columbia Threadneedle Investments suggerisce di rivolgere l’attenzione in vista del 2019.
Soprattutto in una fase come questa caratterizzata da instabilità e da volatilità che fanno affiorano le inefficienze e consentono ai gestori attivi di lungo termine di catturare occasioni interessanti. Peraltro, come fa notare Philip Dicken, già adesso è possibile individuare occasioni di lungo periodo. Per esempio, se è vero che la globalizzazione ha creato implicazioni negative in alcune economie, è altrettanto vero che gli investitori, le aziende e i consumatori possono beneficare di straordinarie opportunità. “Grazie alle nuove tecnologie condivisibili, il modo in cui le persone lavorano, fanno acquisti, vivono e si spostano è profondamente cambiato, spesso con vantaggi non indifferenti: basti pensare a quanto sia economico comprare tecnologia o abbigliamento, o viaggiare nel mondo” spiega nell’articolo Aumentare l’esposizione azionaria guardando ai temi di lungo periodo Philip Dicken aggiungendo come, in ambito industriale, invece, i nuovi materiali o le nuove normative sul controllo delle emissioni stiano dettando le linee guida per un futuro più sostenibile.

ASSICURAZIONI, INFRASTRUTTURE, TELECOM E AUTO


Rory Bateman, Head of UK & European Equities e James Sym, Fund Manager, European Equities di Schroders, relativamente al mercato azionario europeo suggeriscono invece di seguire specifiche tipologie di aziende, a mano a mano che l’inflazione aumenterà. “I titoli finanziari potrebbero trarre beneficio dal nuovo contesto inflazionistico, perché possono trasferire sui tassi ai clienti sui prestiti e sugli altri prodotti” puntualizzano nell’articolo Mercati azionari: nessun rally di fine anno, ma tante occasioni per il 2019 i due esperti che, all’interno di questo settore preferiscono i titoli assicurativi mentre continuano ad essere selettivi nelle scelte delle banche europee. “Anche le infrastrutture e il settore delle telecomunicazioni dovrebbero trarre beneficio dall’inflazione più elevata. Inoltre i settori dei consumi ciclici, come i produttori di automobili, ora risultano convenienti e potrebbero essere favoriti nel 2019 dalla maggiore fiducia sul fronte dei consumi” concludono Rory Bateman e James Sym.

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