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Il mercato azionario sconta una recessione, ma l’obbligazionario lo smentisce

La volatilità si manterrà elevata finché non ci sarà maggior chiarezza sulla salute dell’espansione economica globale, sulla guerra commerciale e sulla manovra di bilancio italiana.

20 Novembre 2018 07:50

Per comprendere quanto sia stato complesso districarsi nei difficili mercati finanziari nel mese di ottobre si può fare riferimento ad uno studio di Deutsche Bank. Nel report emerge che ad ottobre l’89% delle asset class da loro censite ha accusato una perdita di valore in termini di dollari USA e il 64% in valuta locale. Tra le poche asset class con performance mensili in territorio positivo figurano l’oro (+1,9%) e l’US Dollar Index (+2,1%), utilizzati come rifugi sicuri durante le turbolenze finanziarie, ma che non sono riusciti, se non in minima parte, a limitare i danni della tempesta di ottobre.

UNA COMBINAZIONE DI FATTORI SPECIFICI


Secondo gli esperti di Zest Asset Management tra le principali cause che hanno scatenato l’ondata di vendite sui mercati in ottobre va segnalata la combinazione di alcuni fattori specifici. In particolare il JP Morgan Global Manufacturing PMI, in rallentamento per 9 degli ultimi 10 mesi e la riduzione delle aspettative di crescita economica globale per il 2018 e per il 2019 da parte del Fondo Monetario Internazionale.

È IN SCENA LA ‘GROWTH SCARE’


In pratica, per i professionisti di Zest AM, si è generata una vera e propria paura del rallentamento economico da parte degli investitori (la cosiddetta ‘Growth Scare’). È per esempio in aumento il numero di paesi che registra un incremento del livello di scorte più rapido dei ‘nuovi ordini’ (creando un rallentamento delle crescita). Inoltre, i prezzi degli input globali sono cresciuti quasi fino ai livelli più alti dal 2011, aumentando i rischi di pressione sui margini aziendali (e quindi sulle prospettive sui futuri utili delle imprese). “Tuttavia, nonostante l’espansione economica globale abbia registrato negli ultimi mesi un lieve rallentamento, stiamo percorrendo ancora un percorso di crescita economica solida e robusta” fanno sapere gli esperti di Zest AM.

LE FONTI DI PERICOLO


Gli esperti, però, ammettono che sullo scacchiere internazionale persistono fonti di pericolo potenziali che possono far deragliare la ripresa. Mentre Pechino è alle prese con l’obiettivo di trasformare la propria economia verso un modello simile a quello occidentale (più consumi e meno industria ed investimenti strutturali), l’amministrazione Trump non demorde sui dazi commerciali. Mentre la politica monetaria americana è diventata gradualmente (ma in modo costante) meno accomodante e la BCE pianifica di concludere il suo programma di acquisto di obbligazioni per la fine dell’anno, il duro confronto tra Roma e Bruxelles sulla legge di bilancio italiana 2019 crea serie preoccupazioni sulla salute delle istituzioni finanziarie italiane.

LA CONTRADDIZIONE DEL MERCATO


In tutti i casi, i professionisti di Zest AM sono convinti che la reazione dei mercati finanziari sia stata comunque eccessiva a questa combinazione di eventi. Una convinzione la loro frutto della palese contraddizione tra quello che sembra segnalare il mercato azionario e quello che delinea il mercato del reddito fisso. La performance del settore ‘consumer durables’, sembrerebbe infatti già scontare una recessione nel 2019, senza che vi siano indicazioni tangibili in tal senso, esattamente come nei mesi che hanno preceduto l’inizio delle recessioni del 1952 e 1976. Al contrario, il mercato obbligazionario non crede alle previsioni di recessione scontate dal mercato azionario come evidenziato dall’inversione del rialzo della curva dei Fed Funds verificatasi all'inizio del mese: l’idea, secondo gli esperti di Zest AM, è che la debolezza dei dati economici stia iniziando ad influenzare le decisioni della politica monetaria.

FARE I CONTI CON LA VOLATILITÀ ELEVATA


“Riteniamo pertanto che una posizione costruttiva sui mercati finanziari possa essere giustificata. Al contempo, tuttavia, siamo convinti che la volatilità elevata proseguirà finché non ci sarà’ maggior chiarezza circa l’espansione economica globale, la guerra commerciale tra Washington e Pechino e l’evoluzione della manovra di bilancio italiana” concludono i professionisti di Zest AM.
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