bitcoin

Bitcoin, il nuovo decennio è partito con la retromarcia

Con la correzione di ieri del 15% la criptovaluta è in perdita di oltre il 50% da inizio anno e del 70% dal massimo del 2017: e il suo nuovo decennio sembra essere partito con la retromarcia

15 Novembre 2018 10:43
financialounge -  bitcoin blockchain criptomoneta criptovalute Futures
Il bitcoin ha da poco spento le sue prime 10 candeline, essendo partito il 31 ottobre 2008. Peccato che il suo nuovo decennio sia partito con la retromarcia. E sono in molti a chiedersi quale possa essere il suo futuro. Facciamo insieme un ripasso generale per cercare di capire come stanno le cose e quali siano le prospettive. Il bitcoin è una valuta elettronica basata sulla tecnologia blockchain che permette di crittografare e registrare un sistema di pagamento completamente anonimo eseguito su un libro mastro decentralizzato senza l’ausilio di una banca centrale o, più in generale, del sistema finanziario standard.

DUEMILA CRIPTOVALUTE IN CIRCOLAZIONE


Oggi ci sono in circolazione oltre 2.000 criptovalute, la maggior parte delle quali è destinata a fallire e diventerà inutile, secondo Barry Silbert, amministratore delegato del Digital Currency Group, mentre ci sono già quasi 1.000 criptomonete inutilizzate, che hanno fallito prima del lancio o sono cessate senza alcuna operazione, secondo le ultime stime di mercato. Ma la prima valuta digitale, il bitcoin, è ancora forte: dal valore di 1 centesimo di dollaro iniziale, un singolo bitcoin ha raggiunto quasi $ 20.000 a dicembre 2017.

UNA ACCENTUATA VOLATILITA’


Nel corso di quest’anno, però, è emerso in tutta la sua nitidezza un difetto di rilievo per gli investitori: la volatilità. Che le quotazioni del bitcoin fossero volatili si era potuto già constatare in precedenti fasi. Per esempio tra il 24 novembre 2013 (quotazione del bitcoin di 1.205 dollari) al 15 dicembre 2013 (640 dollari), in sole tre settimane la criptomoneta lasciò sul terreno il 47%. O, ancora, tra il 5 gennaio 2014 (1.005 dollari) e il 16 febbraio 2014 (255 dollari), quando in poco più di un mese arrivò a perdere i tre quarti del proprio valore di mercato. Ma nel 2018 la discesa è stata profonda ma con una capitalizzazione decisamente più importante: il 17 dicembre 2017, quando ha fissato il suo massimo storico a 19.891 dollari, il bitcoin valeva oltre 300 miliardi di dollari. Ebbene da quel massimo il prezzo è crollato ai 5.700 dollari attuali, che equivalgono a circa 100 miliardi di valore totale mandando in fumo circa 200 miliardi di capitalizzazione di mercato (-71%). Solo nella giornata di ieri il valore del bitcoin è sceso del 15% in una sola seduta di Borsa annullando un valore di 15 miliardi di dollari: il movimento si è propagato a tutto il segmento delle criptomonete che, nel suo insieme, avrebbe perso circa 30 miliardi di dollari i in 24 ore.

IL VARO DEI FUTURE A DICEMBRE 2017


Secondo alcuni economisti il fatto che il prezzo abbia iniziato la parabola discendente dalla creazione, lo scorso dicembre, dei future sui bitcoin non è casuale. Sostengono, infatti, che le esperienze del passato dimostrano che in casi simili si tratta di un segnale di maturità e razionalità per il mercato che impedirà in futuro impennate delle quotazioni. Resta il fatto che gli analisti non sono affatto positivi, a breve termine.

Criptovalute, l'86% delle ICO del 2017 è in perdita


Criptovalute, l'86% delle ICO del 2017 è in perdita





PERICOLO DI UN CANALE RIBASSISTA A BREVE


"Dopo il recente tentativo di superare quota 6.500 dollari, il bitcoin ha perso tutto il suo slancio e ora stiamo vedendo alcuni segnali decisamente ribassisti", ha dichiarato Naeem Aslam, capo analista di mercato di Think Markets, secondo il quale una rottura del minimo del 2018, aprirà le condizioni per una correzione verso il livello tra i 5200 e i 5300 dollari.

APERTURE DI CREDITO A LUNGO TERMINE


A più lungo termine, invece, le aperture di credito non mancano. Secondo Nigel Green, fondatore e CEO di deVere Group, una società di consulenza britannica, emerge un forte impulso al cambiamento delle monete legali, un impulso che è destinato ad aumentare nei prossimi 10 anni. Come dire che le criptomonete potrebbero svolgere un ruolo importante nell’intercettare questi impulsi. Fino al punto di affermare quanto ha previsto Tim Draper, fondatore e direttore di Draper Associates: "Il bitcoin ha le carte in regola per diventare la valuta più importante e più transazionale al mondo, non solo per le rimesse, o per le transazioni transfrontaliere, ma per ogni altro uso. Non passerà molto tempo prima che il bitcoin eclissi il dollaro come la valuta più popolare”.

MANEGGIARE CON CURA


In attesa di conoscere se questo accadrà, il suggerimento è quello di considerare il bitcoin e, più in generale, le criptomonete, come strumenti altamente speculativi da maneggiare con cura per evitare perdite difficilmente rimarginabili.
Share:
Trending