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Idee di investimento – Obbligazioni – 12 novembre 2018

Le previsioni per i prossimi 10-15 anni di JPM AM segnalano opportunità negli emergenti, mentre l’approccio ESG si fa strada nell’obbligazionario. Ancora presto per comprare debito dell’Italia.

12 Novembre 2018 09:20

IL PLUS DELLE OBBLIGAZIONI DEI MERCATI EMERGENTI


Giunte alla 23esima edizione, le Long-Term Capital Market Assumptions sono le previsioni degli esperti di J.P. Morgan Asset Management sulle performance medie dei principali asset nei prossimi 10-15 anni. Nell’articolo J.P. Morgan AM guarda ai prossimi 15 anni: PIL globale al 2,5% e dollaro debole i professionisti di J.P. Morgan AM sposa la tesi di prospettive d’inflazione contenute e una curva dei rendimenti piatta o invertita alla fine di questo ciclo con tassi probabilmente inferiori a quelli attuali. In tutti i casi, le obbligazioni societarie dei paesi emergenti offrono ancora le migliori possibilità di rendimento all’interno del reddito fisso nei prossimi 10-15 anni. Nell’ambito valutario, il segmento nel quale le previsioni sono leggermente cambiate rispetto all’edizione precedente, il dollaro statunitense dovrebbe indebolirsi nel corso dei prossimi 10-15 anni nei confronti delle maggiori valute, compreso l’euro e le valute emergenti: proprio le monete dei paesi in via di sviluppo costituiscono, per gli investitori italiani, una valida fonte di diversificazione valutaria a lungo termine.

CRITERI ESG IMPRESCINDIBILI NEL REDDITO FISSO


Intanto secondo Nicolas Forest, Global Head of Fixed Income Management e Membro del Comitato Esecutivo di Candriam, la gestione obbligazionaria, non può assolutamente prescindere dall’integrazione dei criteri ESG (economici, ambientali e di governance) nelle scelte di portafoglio. “L’investitore obbligazionario deve porsi essenzialmente due domande. In primis,valutare se l’emittente sia in grado di rimborsare il proprio debito, ovvero se ne abbia cioè i mezzi. E in secondo luogo, se intenda farlo” puntualizza nell’articolo Investimenti obbligazionari, perché integrare nella propria analisi i fattori ESG l’esperto. “E’ indispensabile non limitarsi all’analisi della sostenibilità del debito. La nostra analisi, infatti, approfondisce pure il livello di corruzione di un paese, del grado di libertà e del rispetto delle istituzioni e delle libertà civili, nonché dell’indipendenza delle banche centrali” precisa Nicolas Forest. Secondo l’esperto, inoltre, sia i paesi sviluppati che quelli in via di sviluppo si trovano ad affrontare le medesime sfide sui temi chiave relativi alla gestione delle risorse naturali e dell’inquinamento. Inoltre, se si considerano prioritari gli obiettivi definiti dall’ONU, è opportuno implementare un approccio in grado di approfondire la garanzia della tutela sociale garantita da un paese nonché il livello di distribuzione della ricchezza.

INVESTIMENTI E VALORI PERSONALI DEVONO COINCIDERE


Restando in tema di investimenti sostenibili, l’industria del risparmio gestito, tramite l’approccio ESG, ha il potenziale per rivoluzionare il risparmio pensionistico: un aspetto importante soprattutto per i più giovani che avranno difficoltà maggiori nel trovare soluzioni alle proprie esigenze previdenziali. Dalle ricerche di Natixis Investment Managers, l’84% dei millennial (i nati dal 1980 al 1999), dichiara di essere propenso a destinare una quota maggiore al risparmio se avesse l’opportunità di raggiungere obiettivi di benessere sociale.
“L’importanza dei millennials non deve essere trascurata – sottolinea nell’articolo Millennials, l’approccio ESG aiuta a costruire una pensione adeguata Jean Raby, CEO di Natixis Investment Managers – È ormai del tutto evidente che, per assicurarsi il proprio futuro previdenziale, i più giovani dovranno lottare molto di più rispetto alle generazioni precedenti. In quest’ottica, l’industria del risparmio gestito può offrire soluzioni valide in grado di rivoluzionare il risparmio pensionistico se riesce a combinare gli investimenti di lungo termine ai valori delle generazioni più giovani”.

SOTTOPESO SUI TITOLI DI STATO PERIFERICI EURO


Passiamo ai titoli di stato italiani. “L’indebolimento del quadro macroeconomico e l’aumento dei rischi politici in Italia sono alla base della cautela nei nostri portafogli, all’interno dei quali restiamo sottopesati sui titoli di Stato periferici e sulle attività di rischio europee in generale” puntualizza nell’articolo Zona euro, c’è valore nei titoli di stato europei di alta qualità Nicola Mai, Portfolio Manager e Sovereign Credit Analyst di PIMCO. L’esperto, osservando le prospettive di bassa inflazione, intravede nei recenti sviluppi le difficoltà che continuerà ad incontrare la Banca centrale europea nel confermare il blando programma di rialzo dei tassi che il mercato attualmente prevede possa iniziare verso la fine del 2019. Tutto questo suggerisce, secondo Nicola Mai, che le obbligazioni governative europee di alta qualità, vale a dire i Bund, continuano a offrire un valore accettabile nonostante il basso livello dei rendimenti assoluti.

SCONGIURATO LO SCENARIO PEGGIORE


“È vero che prevalgono le previsioni negative ma alla luce del fatto che il rating medio dell’Italia calcolato in base ai giudizi assegnati da S&P, Moody’s, Fitch e DBRS rimane BBB, il rischio percepito sulla qualità del credito è al momento ampiamente rientrato: questo dovrebbe garantire margini tali da poter scartare lo scenario più negativo” hanno dichiarato nell’articolo Mercato obbligazionario, le spine dell’Italia e dei mercati emergenti gli esperti di AMUNDI . Per i prossimi mesi l’attenzione degli operatori sarà concentrata sia sul braccio di ferro tra il governo italiano e la Commissione europea e sia sui segnali provenienti su fronte macroeconomico. In questo senso non è certo piaciuta la stima flash sul PIL italiano nel terzo trimestre che segnala un’economia in stallo e una contrazione del valore aggiunto fornito dal settore manifatturiero.

ANCORA PRESTO PER I BTP


A questo punto, tutto è rimandato al 13 novembre, quando l’Italia presenterà nuovamente la sua legge di bilancio. Nel frattempo è probabile che prosegua la volatilità sui rendimenti dei BTP in funzione anche del flusso di notizie giornaliere. Detto questo, Richard Lawrence, Senior Vice President e Portfolio Manager di Brandywine Global (gruppo Legg Mason) si dichiara convinto sulla possibilità di un compromesso tra le due parti, che servirà soprattutto a guadagnare tempo. “Le questioni più complicate dovrebbero essere rinviate a data da destinarsi, ma nel frattempo un accordo potrebbe comunque rappresentare un’opportunità per acquistare titoli di stato italiani anche se è ancora presto per dirlo” specifica nell’articolo Braccio di ferro Italia-UE, in cerca del compromesso per guadagnare tempo l’esperto.
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