J.P. Morgan AM guarda ai prossimi 15 anni: PIL globale al 2,5% e dollaro debole

Giunte alla 23esima edizione, le Long-Term Capital Market Assumptions sono previsioni sulle performance medie dei principali asset nei prossimi 10-15 anni: ecco le indicazioni più importanti.

Un processo di ricerca proprietario approfondito che coniuga input qualitativi e quantitativi con le intuizioni di un team di oltre 30 esperti di J.P. Morgan Asset Management. Sono queste, in estrema sintesi, le Long-Term Capital Market Assumptions (LTCMA), una gamma articolata di previsioni sulle performance medie, nel corso dei prossimi 10-15 anni, delle 50 principali asset class a livello globale. Previsioni che costituiscono un solido aiuto ai professionisti nelle scelte di investimento per le loro asset allocation strategiche di lungo termine.

QUESTA È LA 23ESIMA EDIZIONE

L’edizione di quest’anno, la 23esima, approfondisce l’attuale scenario economico per individuare le opportunità ma anche i pericoli a cui gli investitori dovranno prestare attenzione per essere pronti a reagire ai potenziali mutamenti che possano portare a risultati inaspettati, anche all’interno di portafogli diversificati. L’obiettivo è quello di permettere agli investitori di comprendere la complessità di un ciclo maturo e di prepararsi per la fase successiva allestendo portafogli in grado di gestire in modo ottimale i rischi di coda. Per farlo sarà indispensabile ricercare soluzioni che vadano oltre i tradizionali strumenti di valutazione del rischio rispetto al rendimento, spaziando in tutte le diverse asset class da quelle azionarie a quelle obbligazionarie, dalle valute alle strategie alternative.

I PRINCIPALI RISULTATI DELL’INDAGINE

Ma quali sono i principali risultati delle LTCMA dell’edizione 2019?
Innanzitutto l’outlook sulla crescita a livello globale resta stabile mentre i rischi rimangono bilanciati. Per i prossimi 10-15 anni, J.P. Morgan Asset Management stima una crescita media annualizzata del PIL globale pari al 2,5%. In ambito azionario, mentre l’outlook per Wall Street è leggermente sceso rispetto alla precedente edizione, le aspettative a lungo termine per il mercato azionario dei Paesi Emergenti sono migliorate. In ogni caso, le prospettive sui rendimenti di equilibrio per le azioni globali sono stabili e ragionevolmente interessanti.

Gli asset finanziari italiani incorporano già una buona parte dell’incertezza

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IL PLUS DELLE OBBLIGAZIONI DEI MERCATI EMERGENTI

Passando al reddito fisso, la visione di J.P. Morgan Asset Management sposa la tesi di prospettive d’inflazione contenute e una curva dei rendimenti piatta o invertita alla fine di questo ciclo con tassi probabilmente inferiori a quelli attuali. In tutti i casi, le obbligazioni societarie dei paesi emergenti offrono ancora le migliori possibilità di rendimento all’interno del reddito fisso nei prossimi 10-15 anni.

PRIVATE EQUITY PROMOSSO

Per quanto riguarda gli strumenti alternativi le LTCMA 2019 indicano nel private equity un segmento con interessanti aspettative nella generazione di alpha (extra rendimento rispetto al mercato). Un aspetto interessante dal momento che i rendimenti attesi sulle asset class tradizionali sono limitati ma che necessita delle capacità di selezionare gestori attivi di elevato standing qualitativo che abbiano dimostrato esperienza e capacità a generare performance superiori alla media di mercato: la selezione dei gestori rimane infatti l’aspetto determinate nei rendimenti in tutte le classi di alternativi.

DOLLARO DESTINATO A INDEBOLIRSI

Infine, le valute, il segmento nel quale le previsioni sono leggermente cambiate rispetto all’edizione precedente. Il dollaro statunitense dovrebbe indebolirsi nel corso dei prossimi 10-15 anni nei confronti delle maggiori valute, compreso l’euro e le valute emergenti: proprio le monete dei paesi in via di sviluppo costituiscono, per gli investitori italiani, una valida fonte di diversificazione valutaria a lungo termine.

alfexe / iStock / Getty Images Plus


FinanciaLounge
7 Novembre 2018
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