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Fiducia degli investitori, a ottobre frena quella degli istituzionali

A preoccupare gli investitori le elevate valutazioni dei listini, gli interrogativi sulla possibilità che gli utili abbiano raggiunto il loro picco e le implicazioni della guerra commerciale tra Washington e Pechino.

7 Novembre 2018 09:50

financialounge -  fiducia fiducia investitori investitori istituzionali
A ottobre la fiducia degli investitori istituzionali (fondi pensione, gestori di portafogli bancari e assicurativi, fondi sovrani, casse di previdenza) ha registrato un calo in tutte le principali aree geografiche. A certificarlo è lo State Street Investor Confidence Index (ICI) globale che, dagli 87,8 punti di settembre è planato a 84,4 punti (-3,4 punti). Ancora di maggior rilievo il fatto che si sia trattato di un arretramento diffuso: dall’Asia (ICI index regionale in calo di 0,3 punti a quota 99,6), al Nord America (ICI index in discesa di 2,6 punti a quota 81,8) e, soprattutto, in Europa, dove l’ICI index della regione ha lasciato sul terreno quasi dieci punti (dai 100,2 di settembre ai 90,9 di ottobre).

TUTTE LE AREE GEOGRAFICHE SOTTO QUOTA 100


Con questa correzione, tutti gli ICI index regionali sono finiti sotto quota 100, la soglia che discrimina tra una propensione al rischio da parte degli investitori (per valori superiori a cento) e una inclinazione alla prudenza (per ICI index sotto i 100 punti). Gli analisti che hanno commentato il report dell’ICI index di ottobre ha sottolineato che la tendenza al ribasso della fiducia degli investitori è iniziata verso la fine dell'estate, e cioè subito dopo che i principali indici azionari avevano fatto segnare nuovi massimi.

Gli investitori nordamericani non si fidano dei mercati non USA


Fiducia degli investitori, quelli nordamericani non si fidano dei mercati non USA





IN NORDAMERICA SCARSE OPZIONI ALL’ESTERO


Da quel momento in parallelo al trend ribassista dei mercati finanziari si è assistito ad un aumento dell’avversione al rischio da parte degli investitori istituzionali, soprattutto quelli nordamericani che hanno faticato a trovare una valida diversificazione del portafoglio nelle asset class rischiose (azioni, obbligazioni high yield e mercati emergenti) al di fuori di Wall Street e dell’obbligazionario in dollari. Dallo scorso 3 ottobre, mentre il VIX, l’indice che misura la volatilità prospettica di Wall Street in base alle opzioni sull’S&P500, raddoppiava (portandosi ben oltre quota 25, dagli 11 punti di inizio mese) i mercati azionari hanno continuato a scendere fino ad azzerare nel mese tutti i guadagni della Borsa USA ottenuti da inizio anno.

I TIMORI DEGLI INVESTITORI


A preoccupare gli investitori non sono soltanto le elevate valutazioni dei listini (soprattutto in alcuni settori quali il tecnologico) ma anche gli interrogativi sulla possibilità che gli utili abbiano raggiunto il loro picco (l’ultimo dato sulle trimestrali dell’S&P500 proietta la crescita dei profitti aziendali del terzo trimestre al 25%) e le implicazioni della guerra commerciale tra Washington e Pechino.

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IN EUROPA GIÙ ANCHE FIDUCIA DI IMPRESE E CONSUMATORI


In Europa la situazione è ancora più complessa in quanto si aggiungono altre problematiche: un incremento dei rischi politici e, soprattutto, dati macro economici piuttosto fiacchi. Infatti, il mese di ottobre ha evidenziato non soltanto una forte contrazione dell’ICI index Europa ma pure una minore solidità degli indici di fiducia delle imprese e dei consumatori.

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