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Studenti USA sempre più indebitati: un fardello da 1.500 miliardi di dollari

Il crac finanziario, iniziato 10 anni fa con il crollo di Lehman Brothers, ha contribuito a esacerbare la crisi dei prestiti agli studenti in America. Che adesso rappresentano un enorme problema.

21 Settembre 2018 09:41

Il crollo finanziario del 2008, dopo il crac della banca d’affari Lehman Brothers, ha reso difficoltoso trovare un lavoro per milioni di americani. In molti, tra il 2008 e il 2010, pensavano che avrebbero potuto aumentare le possibilità di impiego se avessero irrobustito le proprie credenziali. La naturale conseguenza è stata quella di iscriversi a campus specializzati laureandosi in discipline più o meno ricercate: non soltanto fisica, matematica, e informatica ma anche tecnologia automobilistica avanzata, meccanotronica, ingegneria biomedica, architettura urbanistica ed ambientale.

DIPLOMI E LAUREE POCO UTILI


Molti di loro, a distanza di anni, riferiscono di essere riusciti ad entrare nel mondo del lavoro e magari anche nel settore nel quale si sono laureati. Ma puntualizzano che sarebbero stati in grado di svolgere l’attività lavorativa attuale anche prima di frequentare il campus. Insomma, l’impiego c’è (basti pensare che gli Stati Uniti sono riusciti a creare qualcosa come oltre 19 milioni di nuovi posti di lavoro dopo la grande crisi 2008 – 2009) ma probabilmente con mansioni (e quindi anche retribuzioni) inferiori alla propria formazione aggiuntiva.

DEBITI DA 671 A 1.500 MILIARDI DI DOLLARI


Il problema vero, è che molti di questi lavoratori stanno lottando per onorare i debiti contratti per studiare. Secondo la Federal Reserve Bank di New York, la Grande Recessione ha contribuito a far lievitare il debito degli studenti dai circa 671 miliardi di dollari di inizio 2008 agli attuali 1.500 miliardi. Il crollo economico, iniziato 10 anni fa, ha creato una sorta di tempesta perfetta di alta disoccupazione, salari stagnanti e il declino del valore delle case americane: un mix tossico per i budget delle famiglie che disponevano di minori risorse da utilizzare per pagare il college.

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RIDUZIONE DEI BUDGET STATALI


Nel frattempo, la riduzione dei budget statali e federali limitavano la quantità di risorse che gli stati potevano spendere per le loro università pubbliche, spingendo molte scuole a far aumentare i prezzi di iscrizione. In pratica nello stesso momento in cui le persone avevano meno soldi per pagarsi il college, dovevano pagare rette più onerose rispetto a prima della crisi. Non solo. Non sono stati soltanto i costi in aumento e le famiglie più povere a spingere verso l'alto il saldo complessivo dei prestiti agli studenti della nazione.

MARKETING AGGRESSIVO


Mentre i lavoratori cercavano di riorganizzarsi durante la crisi nel tentativo di non perdere il posto di lavoro o di trovarne uno nuovo, i college e le scuole di specializzazione hanno registrato un'ondata di iscrizioni, grazie a campagne di marketing aggressive nelle quali pubblicizzavano l’alta percentuale di occupazione con una buona retribuzione post diploma. Ora, 10 anni dopo l'inizio del crollo finanziario, gli americani di tutte le classi sociali sono gravati dal debito degli studenti che li trattiene dai futuri obiettivi finanziari, come per esempio quello di comprare una casa, o, peggio ancora, li paralizza dal punto di vista finanziario in quanto non possono richiedere altri prestiti e finanziamenti.

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TIMORI IN CASO DI UNA NUOVA RECESSIONE


La cosa che più spaventa adesso gli analisti è che questa è la situazione a 10 anni dallo scoppio della grande crisi 2008 – 2009, in un contesto di crescita economica ancora solida, con un tasso di disoccupazione del 3,9% e con tassi di interesse ancora ridotti rispetto al passato: ma cosa potrebbe succedere se dovesse presto scattare una nuova recessione?
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