Banche più sane di 10 anni fa, ma detengono troppi governativi domestici

area euro
18 Settembre 2018 - 10:30

Mark Holman fa il punto della situazione a 10 anni dal fallimento della Lehman Brothers evidenziando i notevoli passi in avanti compiuti dal sistema bancario e i rischi ancora presenti

La stretta concatenazione tra banche e titoli di stato del proprio paese o area valutaria. E, ancora più in particolare, il crollo disordinato dell’Eurozona. Sono queste le maggiori vulnerabilità (la prima certa e la seconda improbabile) dell’attuale sistema finanziario individuati da Mark Holman, CEO di TwentyFour Asset Management (gruppo Vontobel), nella sua analisi della situazione a 10 anni dal fallimento della banca d’affari statunitense Lehman Brothers, avvenuto il 15 settembre 2008.

INTERCONNESSIONE TRA BANCHE E TITOLI DI STATO

“Ritengo che l’interconnessione tra banche e titoli di stato sia uno dei maggiori rischi per il sistema finanziario. Gli istituti di credito hanno ancora significativi incentivi a mantenere nei propri forzieri il debito pubblico locale e poche banche sarebbero in grado di sopravvivere a una crisi dei titoli di stato o a un default. Si tratta di una spirale pericolosa che dovrebbe essere interrotta prima che possa provocare danni irreversibili” dichiara Mark Holman. L’esperto, dovendo poi scegliere il rischio massimo ipotizzabile, sebbene da lui stesso escluso, indica senza alcun dubbio il crollo disordinato dell’Eurozona.

SISTEMA BANCARIO PIU’ SANO

Precisato questo, Mark Holman ci tiene però a sottolineare il cambiamento, in meglio, del sistema bancario 10 anni dopo la grande crisi. “Il sistema bancario era infatti sottocapitalizzato e aveva trattamenti contabili non adatti per i prestatori buy-and-hold. Dieci anni dopo, è sano come non mai e la propensione al rischio delle grandi banche si è attenuata. Questo ha permesso agli istituti sfidanti e ai nuovi player di mercato di cimentarsi nelle aree di nicchia che le grandi banche hanno abbandonato” spiega l’esperto.

Il crac Lehman Brothers e quel peccato originale consumato 10 anni prima

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CONCESSIONI DI MUTUI E PRESTITI

Non solo. Rispetto a prima, si è passati dalla concessione di un mutuo o di un prestito quantomeno semplicistica ad una valutazione dei clienti da parte delle banche più rigorosa. Resta il fatto che molti investitori sono preoccupati della lunghezza del ciclo economico e temono una nuova recessione. Mark Holman non sa, ovviamente, quando accadrà ma si dice convinto che la prossima dovrebbe essere probabilmente molto più mite.

USCITA DAL QE GRADUALE E ORDINATA

Un ultimo aspetto di rilievo affrontato dall’esperto riguarda le banche centrali e la loro uscita dal Qe (allentamento quantitativo) senza causare problemi. “E’ vero che il Qe non fornisce lo stesso sostegno di prima, ma il bilancio aggregato delle banche centrali è ancora di 15mila miliardi di dollari. Dovremmo aspettarci un roll-off (disinvestimento dei titoli obbligazionari precedentemente acquistati) molto graduale e ordinato. Inoltre, gli attuali fondamentali sono molto più forti e cominciano a prendere il sopravvento sulle altre componenti di mercato rispetto all’inizio del Qe” puntualizza Mark Holman.

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