Bank of Japan

Bank of Japan, il doppio enigma della bassa inflazione e di una guerra commerciale

La Bank of Japan dovrebbe confermare i tassi al -0,1% a breve e il target a zero per i titoli decennali ma è infastidita sia dalla debole inflazione e sia dalle tensioni commerciali.

31 Luglio 2018 10:25

financialounge -  Bank of Japan BOJ dazi Guerra commerciale inflazione Piya Sachdeva Schroders
Il policy meeting di oggi e domani della Bank of Japan è atteso non soltanto dagli operatori del mercato interno giapponese ma anche a livello internazionale. Gli investitori sono ansiosi di sapere come si colloca la banca centrale nipponica, tra la Federal Reserve, che continua sulla sua strada di graduale (ma costante) normalizzazione dei tassi, e la BCE, che ha rimandato ogni mossa sui tassi all’estate del prossimo anno.

BANK OF JAPAN, POLITICA MONETARIA INVARIATA


“Ci aspettiamo che la Banca Centrale mantenga invariata la politica monetaria. Con il controllo della curva dei rendimenti, politica avviata a settembre 2016, la BoJ mira a mantenere i tassi di interesse di breve termine a -0,1% e a portare i rendimenti dei titoli di Stato a 10 anni attorno allo 0%” fa sapere Piya Sachdeva, Economista di Schroders.

INFLAZIONE DELUDENTE


Certo, ammette l’economista, l’istituto centrale di Tokyo non sarà particolarmente soddisfatto della traiettoria dell’inflazione che, con l’esclusione dei cibi freschi, si è attestata allo 0,8% anno-su-anno, in quanto rimane saldamente al di sotto del target del 2%. Alla luce proprio di questi dati, nel nuovo report di outlook, che verrà rilasciato nei prossimi giorni, la BoJ dovrebbe rivedere al ribasso le prospettive per l’inflazione.  “Questo significa che l’istituto centrale dovrebbe mantenere una posizione accomodante, evidenziando la necessità di una politica monetaria forte in maniera persistente e continuativa” spiega Piya Sachdeva.

FORTE ATTENZIONE AI DAZI COMMERCIALI


Ma l’attenzione dell’istituto centrale giapponese sarà particolare anche rispetto all’evoluzione dei dazi commerciali anche perché l’annuncio di Trump di applicare dazi su ulteriori 200 miliardi di dollari di beni cinesi, minaccia una escalation con il pericolo di una vera e propria guerra commerciale con prevedibili ricadute negative su tutta la regione asiatica.

ACCORDO COMMERCIALE GIAPPONE – UE


“Non riteniamo che ciò possa comportare, nell’immediato, un impatto anche sulla politica monetaria. Tuttavia non possiamo escludere che alcuni membri del Board della Bank of Japan possano esprimere più di una perplessità sui pericoli per il commercio globale” fa sapere l’economista. E questo è tanto più probabile alla luce del recente accordo commerciale tra l’Unione Europea e il Giappone, la cui negoziazione è durata anni (e che dovrebbe entrare in vigore nel 2019), che conferma la posizione del Giappone nei confronti del libero scambio.

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