gestione del rischio

Ward (J.P. Morgan AM): “Orientamento bilanciato al rischio per i prossimi sei mesi”

Nella parte restante di quest’anno sono attesi rendimenti modesti delle azioni e leggermente negativi per le obbligazioni: come gestire l’orientamento al rischio.

5 Luglio 2018 - 11:43
financialounge - news
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La crescita economica negli USA, in Europa, in Giappone e in Cina è ancora superiore al trend. Ma sullo sfondo cominciano a delinearsi delle nubi (aumenti delle retribuzioni, inflazione, tensioni commerciali, politiche monetarie gradualmente meno espansive) che suggeriscono agli investitori di assumere un orientamento più bilanciato al rischio per i prossimi sei mesi.

PROSPETTIVE PER LA SECONDA PARTE DEL 2018


È quanto emerge dalle ‘Prospettive per gli investimenti nel 2018: aggiornamento di metà anno’ illustrate da Karen Ward, Chief Market Strategist di J.P. Morgan Asset Management. L’analisi della strategist parte da quanto affermato a inizio anno relativamente alle prospettive di investimento per l’anno in corso. La tesi era che, sebbene il ciclo fosse relativamente avanzato, non si scorgevano segnali convincenti che l’economia globale avesse raggiunto un livello di piena capacità.

POLITICHE MONETARIE ESPANSIVE SU SCALA GLOBALE


Di conseguenza, a condizione che l’inflazione rimanesse sotto controllo, le banche centrali sarebbero state nelle condizioni di mantenere politiche monetarie espansive su scala globale, continuando indirettamente a sostenere gli attivi rischiosi. La Federal Reserve, invece, alla luce di un tasso di disoccupazione USA inferiore al 4%, ha confermato il suo graduale percorso di normalizzazione dei tassi mentre le banche centrali europea (BCE) e giapponese (BoJ) preferiscono aspettare. Proprio questa politica monetaria espansiva al di fuori degli Stati Uniti ha influenzato le condizioni monetarie globali e il rendimento dei titoli di stato USA (Treasury) decennali non è riuscito ad andare molto oltre il 3%.

Italia, non solo rischi. Ma è importante mantenere la credibilità


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MINACCIA DI UNA GUERRA COMMERCIALE


“Ciò che forse non si aspettavano è stato il crescente rumore di fondo proveniente dai governi e, in particolare, dall’amministrazione statunitense. La minaccia di una ‘guerra commerciale’ globale sta smorzando l’attività delle imprese nei principali poli d’esportazione di Europa e Asia” puntualizza Karen Ward. Per quanto riguarda il dollaro, la strategist sottolinea il fatto che il suo apprezzamento(che ha creato qualche difficoltà alle economie dei mercati emergenti) è dovuto alla combinazione tra crescita robusta negli Stati Uniti e maggiori tassi di interesse americani.

AZIONI IN MODERATO RIALZO E BOND IN LIEVE RIBASSO


Nella seconda parte dell’anno, Karen Ward si aspetta che al di fuori degli Stati Uniti la crescita acceleri nuovamente, non appena i fattori che guidano la ripresa sincronizzata (aumento dell’occupazione e maggiore disponibilità di credito a buon mercato) riacquistino vigore. “La combinazione di utili robusti e prezzi bassi fa sì che le quotazioni azionarie siano meno elevate di quanto non apparissero a inizio anno. Riteniamo che entro dicembre i corsi azionari possano vedere modesti guadagni mentre quelli obbligazionari si muoveranno al ribasso” sostiene la strategist.

DAL 2019 RITORNA IL RUOLO CHIAVE DELLE OBBLIGAZIONI


Che poi offre una anticipazione sui discorsi che dovranno essere affrontati dagli investitori nel corso del prossimo anno. “Sembra inevitabile che l’incremento delle retribuzioni e l’aumento dei tassi di interesse vadano nei prossimi trimestri ad erodere i margini aziendali statunitensi. Ecco perché, a mano a mano che i rendimenti saliranno e aumenterà il bisogno di tutelarsi da una congiuntura economica sfavorevole, le obbligazioni avranno un ruolo sempre più importante nei portafogli” conclude Karen Ward.
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