Jeffrey Schulze

Recessione USA, 12 indicatori chiave per prevedere la prossima

Al momento delle 12 variabili che storicamente anticipano l’arrivo di una recessione negli USA soltanto i margini di profitto potrebbero essere a fine ciclo.

30 Maggio 2018 07:50

Sono 12 i fattori che, secondo l’analisi sullo stato attuale dell’economia USA anticiperanno l’arrivo di una recessione. “Per ora la nostra checklist sul rischio di recessione esprime un secco ‘no’. Si tratta di un elenco di 12 variabili che, combinate insieme, hanno anticipato le recessioni passate” spiega Jeffrey Schulze, director e investment strategist di ClearBridge Investments (affiliata Legg Mason),

INDICAZIONI PREDITTIVE DI RECESSIONE


Variabili che, dalla recessione del 1969-1970 in poi, hanno fornito una indicazione predittiva molto alta sull’arrivo di una recessione. Addirittura, nelle ultime cinque recessioni (1980, 1981-1982, 1990.1991, 2001, 2007-2009), almeno 10 di questi indicatori erano in allarme e due in modalità neutrale.

MARGINI DI PROFITTO IN PRE ALLARME


Ebbene come si può constatare, attualmente soltanto i margini di profitto evidenziano un livello di attenzione per il semplice motivo che si posizionano quasi a livelli record: è probabile che siano quindi al picco del ciclo, e che potrebbero soltanto scendere come conseguenza dell’aumento dei salari, dell’inflazione delle materie prime e della maggiore spesa per gli interessi sui debiti aziendali.
“È una situazione che spesso segnala una futura recessione: questo perché in genere il management, al fine di contrastare il calo dei margini riduce sia i nuovi investimenti che le nuove assunzioni. Tuttavia, anche questa variabile, per quanto importante non presenta ancora caratteristiche da recessione, ma può semmai rappresentare un semplice monito alla prudenza” spiega Jeffrey Schulze.

[caption id="attachment_126661" align="alignnone" width="602"]Indicatori di una possibile recessione USA Indicatori di una possibile recessione USA[/caption]

NESSUN ALLARME PER GLI ALTRI 11 INDICATORI


D’altra parte le altre 11 voci dell’indicatore non mostrano, al momento, nessun allarme. La curva dei rendimenti degli Stati Uniti ha sempre mostrato una inversione (ovvero i tassi a breve hanno raggiunto rendimenti superiori a quelli a lungo termine) prima di ognuna delle 7 recessioni avvenute da metà anni ‘60 ad oggi, mentre oggi non è così. Lo spread del credito, ovvero il differenziale tra il rendimento delle obbligazioni societarie e quello dei titoli di stato equivalenti tende ad allargarsi prima di una recessione.

SPREAD DEL CREDITO TRANQUILLI


“Nel primo trimestre di quest’anno, però, mentre la volatilità azionaria ha registrato un brusco rialzo, gli spread del credito hanno evidenziato un andamento minimo, nonostante un rialzo significativo nel rendimento del Treasury decennale” sottolinea Jeffrey Schulze che, per quanto riguarda invece l’offerta di moneta non vede attualmente negli USA segnali negativi in questo senso. Al contrario, dal 2008 l’offerta di moneta è cresciuta da 8mila a quasi 14mila miliardi di dollari.

APPROFONDIMENTO
L’America? Una gioiosa macchina da soldi

CRESCITA DEI SALARI SOTTO CONTROLLO


Altro fattore che sembra in zona ‘tranquilla’ è quello relativo alla crescita dei salari: un aumento del 4% segnala in genere le ultime fasi di un’espansione mentre ad oggi siamo al di sotto dei tre punti percentuali. Per quanto riguarda poi le materie prime, Legg Mason preferisce un basket composto dai prezzi di acciaio, legname, rame, petrolio e prodotti chimici.

FOCUS SU SPECIFICHE MATERIE PRIME


“In fasi di rallentamento della crescita, la domanda di beni crolla, compresa quella per quei materiali grezzi che le aziende trasformano in prodotti finiti. Nel caso del petrolio, un prezzo elevato rappresenta un fattore negativo per i consumatori e può portare maggior inflazione, mentre per altre materie prime (legname, acciaio, prodotti chimici e rame) un prezzo in calo segnala un domanda in declino” argomenta Jeffrey Schulze.

BENE L’EDILIZIA RESIDENZIALE


I permessi edilizi, indicatore del parametro relativo all’edilizia residenziale, nelle ultime tre recessioni hanno toccato il picco molto prima dell’inizio della recessioni, per poi scendere prima delle fasi di crisi. Ma, come fa notare l’esperto, almeno fino ad ora, nel ciclo attuale questa variabile è ancora in trend ascendente.

SUSSIDI DI DISOCCUPAZIONE SOTTO IL LIVELLO DI GUARDIA


Stesso discorso per le richieste di sussidi di disoccupazione oggi a quota 209mila (ben al di sotto delle previsioni e lontane anni luce dal picco di 700mila richieste del 2009). Nessun allarme neppure per le vendite al dettaglio, che hanno oscillato negli ultimi mesi, ma che a marzo (+0,6%) hanno mostrato una tendenza ancora a spendere da parte dei consumatori americani.

APPROFONDIMENTO - RADIO
Obbligazioni, perché serve un approccio unconstrained, intervista a Marco Negri

INDICE ISM IN TERRITORIO POSITIVO


D’altra parte, come segnalano i sondaggi, i consumatori sono ancora fiduciosi sulle loro prospettive economiche e sulla percezione complessiva sul mondo del lavoro.
E anche se il dato sui nuovi ordini dell’indice ISM abbia registrato un lieve negli ultimi mesi, si è comunque mantenuto in territorio positivo: al contrario, le recessioni sono state anticipate sempre da un trend negativo di questo dato.

TRASPORTI MERCI SU CAMION IN ACCELERAZIONE


Infine, ma non certo per importanza, figura il trasporto merci via camion. Negli ultimi mesi si è delineato un incremento con percentuali superiori al 5%, il che ci indica una robusta espansione: nei periodi delle precedenti recessioni si è invece registrata una flessione anno su anno tra lo 0% il meno 5%.
Trending