Bank of England

Regno Unito, effetto Brexit dietro al rallentamento di consumi e inflazione

L’incertezza sui negoziati per la Brexit pesa sull’economia del Regno Unito, che vede diminuire i consumi delle famiglie e rinviare i piani di investimento delle aziende britanniche

21 Maggio 2018 11:48
financialounge -  Bank of England Brexit Candriam Christophe Dumont PIL Regno Unito sterlina inglese
financialounge -  Bank of England Brexit Candriam Christophe Dumont PIL Regno Unito sterlina inglese

L’incertezza sui negoziati della Brexit sta congelando i piani di investimento delle imprese britanniche mentre il potere d’acquisto delle famiglie continua a subire pressioni ostacolando le spese per consumi. Un contesto nel quale Christophe Dumont, Macro-Economist di Candriam Investors Group vede un rallentamento del PIL del Regno Unito dall’1,8% del 2017 all’1,4% per quest’anno, con un’ulteriore contrazione nel 2019. Le conclusioni a cui giunge l’economista partono da alcune constatazioni.

BANK OF ENGLAND INDECISA SUI TASSI


La prima osservazione riguarda il rialzo dei tassi di interesse da parte della Bank of England (BoE), che è annunciato in occasione della riunione di politica monetaria dello scorso febbraio. Tuttavia, la pubblicazione all'inizio di aprile di dati sull'inflazione più bassi del previsto, la successiva diffusione di dati di crescita lenta nel primo trimestre, e le recenti dichiarazioni attendiste da parte del Governatore della banca centrale britannica, fanno ipotizzare ai mercati un rinvio della data prevista per la prossima stretta monetaria.

PIL UK, PIU’ OMBRE CHE LUCI


D’altra parte l’analisi dei dati trimestrali del PIL britannico delinea più ombre che luci. “Secondo l’Ufficio Nazionale di Statistica (ONS, Office for National Statistics), la rigidità dell’inverno appena trascorso non può, da sola, spiegare la contrazione dell’attività registrata dal settore delle costruzioni nel primo trimestre (-3,3%). In compenso, essa ha contribuito a rafforzare la produzione industriale (+0,7% nel trimestre), sostenuta da maggiori consumi di energia e dal ripristino di un oleodotto a inizio gennaio” puntualizza Christophe Dumont.

SERVIZI, PESA IL CALO DEI CONSUMI


Inoltre, sia la produzione manifatturiera (che costituisce il 72% della produzione industriale), sia il settore servizi (che rappresenta un driver tradizionale della crescita britannica) hanno mostrato crescite modeste nel primo trimestre 2018: rispettivamente pari al +0,2% e +0,3%. Più in particolare il tasso di crescita del settore dei servizi sembra adesso evidenziare una preoccupante tendenza a contrarsi nel lungo termine, soprattutto per quanto riguarda la componente relativa ai consumi interni.

APPROFONDIMENTO
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DIMINUZIONE DEL POTERE D’ACQUISTO


Questi ultimi continuano ad essere ostacolati dalla diminuzione del potere d’acquisto dovuto all’aumento dell’inflazione che è seguito al deprezzamento della sterlina iniziato dopo il voto a favore della Brexit. E proprio l’incertezza sull’esito dei negoziati fra il Regno Unito e l’UE - che a quasi due anni dal voto sono in sostanziale stallo - continua ad avere un peso specifico importante sull’economia britannica., Come confermato da Michel Barnier, il negoziatore designato per l’UE, che ha puntualizzato che non ci sarà alcun accordo di recesso (withdrawal agreement) senza una soluzione alla questione della frontiera irlandese.
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