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Valute come fonti di performance: una scelta strategica

Gli investitori dovrebbero adottare diverse strategie non soltanto i termini di duration e obbligazioni societarie ma guardando anche all’evoluzione dei tassi.

29 Marzo 2018 09:46
financialounge -  Amundi dollaro Eric Brard euro mercati valutari obbligazioni
financialounge -  Amundi dollaro Eric Brard euro mercati valutari obbligazioni

Gli ultimi 12 mesi hanno messo a dura prova gli investitori che prediligono il mercato obbligazionario che, però, hanno constatato come le valute abbiano la possibilità di garantire buoni rendimenti. Si tratta di una tendenza che dovrebbe proseguire anche nei prossimi mesi, dal momento che i tassi di interesse del mercato obbligazionario dovrebbero salire (provocando un ribasso dei prezzi delle obbligazioni che si muovono in direzione opposta all’andamento dei tassi) mentre le divergenze tra le diverse aree geografiche e tra un paese e l’altro della stessa regione dovrebbero acuirsi con inevitabili ripercussioni sulle rispettive valute.

YEN IN RIALZO, DOLLARO IN RIBASSO


Per esempio, da inizio anno, mentre lo yen giapponese (+3,5%), il peso messicano (+2,8%), la corona norvegese (+2,7%), il rand sudafricano (+2,5%) e la sterlina inglese (+1,5%) si sono rivalutate rispetto all’euro, altre valute hanno perso terreno: dal dollaro canadese (-6,4%) a quello australiano (-4,8%), dalla corona svedese (-3,6%) al dollaro americano (-3,5%), dal rublo russo (-3,0%) al real brasiliano (-3,2%). Secondo Eric Brard, Head of Fixed Income di AMUNDI, la strategia di portafoglio in questa fase dovrebbe prevedere la massima attenzione ai tassi d'interesse.

I TRE TEMI PRINCIPALI


“I gestori di portafoglio devono rimanere concentrati su tre temi principali. In primis, un trend in aumento dei tassi implica un sottopeso della duration (scadenza media dei titoli in portafogli, indicatore della sensibilità di uno strumento del reddito fisso alla variazione dei tassi di interesse, ndr) combinato con strategie che puntano ad un graduale appiattimento dei tassi a breve, medio e lungo termine” specifica Eric Brard che poi passa al secondo punto: “Dal momento che le strategie di duration breve e di appiattimento della curva sono costose in termini di carry (cioè della strategia di investimento che consiste nel prendere a prestito a un basso tasso di interesse per investire in attività con un tasso di rendimento superiore, ndr) è determinante adottare un approccio flessibile”.

OBBLIGAZIONI SOCIETARIE DA SELEZIONARE


Tradotto in pratica significa utilizzare in modo selettivo anche le obbligazioni societarie le cui cedole costituiscono un certo cuscino di protezione. Il manager, che reputa allettanti le obbligazioni ibride finanziarie (“offrono extra rendimenti più alti pur essendo promossi da emittenti con rating di qualità”), guarda poi con interesse pure ai bond indicizzati all'inflazione che dovrebbero essere in grado di aggiungere alpha (extra rendimento) in quanto ancora sottovalutati. Per quanto riguarda invece la view positiva sul debito emergente, Eric Brard ne sottolinea il migliore rapporto rischio/rendimento: valutazioni che dovrebbero essere sostenute da flussi positivi sull’asset class.

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GESTIONE TATTICA DELLE VALUTE EMERGENTI


“In campo valutario, potremmo osservare una correzione al rialzo del dollaro USA. Siamo ancora più ottimisti, a lungo termine, sull'euro con un occhio alla BCE e al ritmo di uscita dal Quantative Easing” puntualizza Eric Brard che invece intravede un indebolimento dello yen mentre le valute del mercati emergenti dovrebbero continuare a beneficiare di fondamentali positivi ma con una importante avvertenza: nei prossimi mesi l'esposizione alle valute dei paesi in via di sviluppo dovrà essere gestita in modo più flessibile e tattico.
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