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Bitcoin: le bollicine del possibile contagio

Il capo strategist di Wells Fargo mette in dubbio una certezza considerata acquisita: anche se la criptovaluta è una bolla pronta a esplodere, non impatterà gli altri mercati.

27 Dicembre 2017 09:26
financialounge -  bitcoin bolla speculativa Christopher Harvey mercati azionari Wells Fargo
financialounge -  bitcoin bolla speculativa Christopher Harvey mercati azionari Wells Fargo

Una delle certezze finora considerate acquisite riguardo al Bitcoin è che non ci sono rischi di contagio da un’eventuale esplosione della bolla sugli altri mercati finanziari. Qualcuno può farsi molto male e sicuramente è già successo nella settimana di Natale, con il prezzo prima salito alle stelle e poi precipitato. Ma anche qui nella somma indifferenza delle Borse e degli altri mercati finanziari, dai bond al forex. Ora questa certezza viene messa in dubbio dal capo strategist per l’azionario di una grande banche USA: Wells Fargo.

Secondo Christopher Harvey, infatti, "nei mercati delle criptovalute si sta sviluppando una fermentazione significativa, una miriade di bollicine che a un certo punto possono cominciare a fuoriuscire”, come da una bottiglia di champagne. Parlando alla CNBC nel programma "Trading Nation" Harvey ha detto di essere preoccupato della possibilità che la schiuma prodotta dalla fermentazione possa uscire dai mercati in cui sono state finora confinate le criptovalute e cominciare a impattare l’azionario. Secondo lo strategist si stanno cominciando a vedere i primi segnali, e bisognerà stare particolarmente attenti al fenomeno nel 2018.

Nell’ultima settimana il Bitcoin ha oscillato selvaggiamente, andando prima a sfiorare quota 20.000 dollari per poi precipitare sotto 13.000 e infine trovare un pavimento a 15.000, secondo le quotazioni di CoinDesk. Harvey non quantifica il possibile impatto sullo S&P 500 di un contagio da Bitcoin, ma sottolinea che il 2018 sarà meno esuberante del 2017 per le azioni, con un target a 2.863 per fine anno, vale a dire un rialzo del 6% contro il 20% portato a casa sinora nel 2017.

La fase critica dell’anno potrebbe essere la seconda metà, con l’esaurirsi delle spinte propulsive e il raggiungimento del picco per una serie di indicatori, dagli EPS ai misuratori dell’attività produttiva, come gli indici ISM. In uno scenario di aumentata incertezza Il Bitcoin potrebbe fare da detonatore.
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