Mercati emergenti: rendimenti interessanti, ma con le dovute distinzioni

Asia
20 Settembre 2017 - 9:35

Il differenziale elevato rispetto ai paesi sviluppati garantisce afflussi importanti: l’analisi di Yacov Arnopolin di PIMCO.

Promossa l’America, qualche dubbio sull’Asia e bocciatura per il Sudafrica. Yacov Arnopolin, Portfolio manager per i mercati emergenti di PIMCO, ha analizzato lo scenario economico relativo ai mercati emergenti sottolineando la necessità di distinguere le situazioni dei singoli paesi.

Per quanto riguarda la Cina, PIMCO rimane alla finestra in attesa del congresso del Partito comunista in programma a novembre: “In Cina – ha spiegato Arnopolin – abbiamo assistito ad una soppressione della volatilità per garantire la stabilità economica prima del congresso. Per i prossimi sei mesi riteniamo che la situazione rimarrà questa, poi vedremo se Xi deciderà di affrontare il problema del debito oppure mantenere l’attuale stabilità. La prima opzione comporterebbe un potenziale rallentamento dell’economia cinese sul breve termine, ma avrebbe vantaggi sul lungo. Per il momento sulla Cina siamo in osservazione, per i prossimi 6-12 mesi non dovrebbe essere fonte di rischi. Inoltre voci di corridoio parlano di un’imminente emissione di titoli di stato in dollari, un modo per testare l’economia domestica e stabilire una curva”.

Tuttavia dall’Asia arrivano segnali incoraggianti, almeno sul fronte delle valute: “Come per i mercati – specifica Arnopolin – rimaniamo selettivi anche sulle valute locali. Tuttavia abbiamo una tendenza per le divise liquide, che ci permetterebbero di uscirne in caso di necessità, e in generale per quelle con banche centrali libere di agire. È il caso del peso messicano, del rublo russo, della rupia indonesiana, del real brasiliano e della rupia indiana”.

Ma questi ultimi due paesi – Brasile e India – godono anche di un altro fattore di vantaggio rispetto ad altri: non essere esposti alle conseguenze di politiche protezionistiche. Rimanendo in America, secondo Arnopolin i titoli argentini sono molto interessanti sia per i fondamentali positivi – aiutati anche dalla probabile rielezione del presidente Mauricio Macri – che per la loro liquidità.

“Siamo in sovrappeso anche su quei paesi, come Sri Lanka, Ucraina e Mongolia, che godono dell’appoggio del Fondo monetario internazionale – ha spiegato Arnopolin – e su quelli con una forte crescita come Indonesia e Russia. Per quanto riguarda il Sudafrica, invece, preferiamo restare alla larga da rischi politici dovuti alla scarsa indipendenza dei policy makers”.

Secondo l’analisi di PIMCO, le decisioni di Fed e BCE non dovrebbero provocare shock sui mercati emergenti, così come la situazione nordcoreana. O meglio, quest’ultima rappresenta un pericolo globale e non solo limitato all’Asia.  “Ad oggi – ha affermato Yacov Arnopolin – la differenza tra i tassi dei paesi sviluppati e quelli degli emergenti è di circa 270 punti, il doppio del differenziale osservato prima del taper tantrum: per questo motivo, in questo segmento, si assiste ad afflussi continui di capitale”.