Crescita, inflazione e tassi di interesse ai raggi X nelle prossime due settimane

cina
6 Settembre 2017 - 9:59

PIMCO esaminerà le previsioni macro economiche dei professionisti per individuare i fattori capaci di influenzare i mercati nell’orizzonte ciclico.

L’indagine Bloomberg sulle previsioni macro economiche dei professionisti di mercato suggerisce una crescita del PIL mondiale del 3,1% quest’anno, cui seguirà un +3,0% nel 2018. Il mercato sviluppato dovrebbe registrare un rialzo del PIL di due punti percentuali mentre il PIL dei paesi emergenti dovrebbe crescere al 5,5%. Questo a livello globale aggregato.

Osservando le previsioni di crescita di base per i principali paesi, il consenso mette però alcune dinamiche divergenti. “All’interno dei paesi sviluppati, la crescita degli Stati Uniti dovrebbe accelerare da un tasso del 2,1% di quest’anno al 2,3% del prossimo anno, in linea con l’effetto ritardato del deprezzamento del dollaro di quest’anno e le aspettative di consenso di alcuni stimoli fiscali derivanti dalla riforma fiscale dell’amministrazione Trump. In parallelo, la tendenza alla crescita dell’Europa e del Giappone dovrebbe peggiorare nel 2018, sulla scia delle aspettative di un declino nell’accelerazione della crescita del commercio globale” specifica Joachim Fels, PIMCO Global Economic Advisor.

All’interno di mercati emergenti, il consenso prevede che il PIL della Cina salga l’anno prossimo ad un tasso del 6,4%, solo un po’ al di sotto del 6,7% di quest’anno. Nel frattempo, la crescita del Brasile e dell’India dovrebbe accelerare nel 2018 e sia il Messico che la Russia dovrebbero crescere ad un tasso sostanzialmente invariato rispetto a quest’anno. E l’inflazione? Secondo il consenso, si muoverà lateralmente verso un livello leggermente più alto di quello attuale restando tuttavia ancora al di sotto del target nella maggior parte dei paesi emergenti e in Cina.

Nelle altre economie emergenti le previsioni dei professionisti vedono i prezzi al consumo stabilizzarsi leggermente dopo il forte calo di quest’anno in Brasile, Russia e India, con una notevole decelerazione in Messico. Ultimo, ma non meno importante, il consenso dei professionisti prevede una divergenza significativa dei percorsi relativi ai tassi di interesse in tutto il mondo, maggiore nei mercati sviluppati e inferiore in quelli emergenti.

“Molto sorprendente, almeno dal mio punto di vista, è che il consenso degli economisti che delinea almeno quattro aumenti di tasso di 25 punti base (+0,25%) da parte della Fed da adesso alla fine del 2018, contrasta in modo evidente con i prezzi di mercato che incorporano attualmente un solo aumento di tasso tra oggi e dicembre 2018” commenta Joachim Fels. Il divario tra i prezzi di mercato e le previsioni degli economisti è molto più ridotto invece nel caso della BCE e della Banca d’Inghilterra, dove sia il consenso degli economisti che i mercati prevedono (al massimo) un piccolo aggiustamento verso l’alto nei tassi ufficiali entro la fine del 2018.

Per quanto riguarda poi i mercati emergenti, i professionisti prevedono che la Russia possa tagliare i tassi di 200 punti base (-2,00%) entro la fine 2018, il Brasile tagli dapprima 175 punti base (-1,75%) per poi, successivamente, aumentare i tassi di 50 punti base (+0,50%) , e il Messico diminuisca i propri tassi di 50 punti base (-0,50%). Queste sono alcune delle principali aspettative di consenso, ma è qui che comincia il vero lavoro: quali previsioni potrebbero fallire? Quale tipo di crescita, inflazione e percorsi politici sono incorporati nelle attuali quotazioni dei mercati? Quali altri fattori (politici, geopolitici, regolamentazione, flussi) potrebbero influenzare i mercati nell’orizzonte ciclico? “Queste sono solo alcune delle domande sul tavolo che cercheremo di discutere e di affrontare collettivamente a PIMCO nelle prossime due settimane” conclude Joachim Fels.