Recessione, la probabilità che si materializzi entro i prossimi 3-5 anni è al 70%

diversificazione
17 Agosto 2017 - 9:34

Le stime relative alle diverse politiche (monetaria, fiscale, commerciali, valutaria) e alle dinamiche geopolitiche non escludono una nuova recessione entro il 2022.

Gli ultimi dati macro economici confermano una crescita globale diffusa in tutte le principali aree del mondo e nei paesi emergenti. Al punto che, tranne per gli Stati Uniti e il Regno Unito, fioccano le revisioni al rialzo delle stime del PIL per quest’anno e per il 2018.

Un contesto nel quale, la stabilizzazione del prezzo del petrolio (e delle altre principali materie prime) unita ad una profonda trasformazione dei processi industriali e di produzione energetica, ridimensiona le tensioni inflazionistiche proiettandole al di sotto dei target desiderati dalla principali banche centrali internazionali (due per cento).

Parlare di recessione in questo scenario può apparire blasfemo o quantomeno inopportuno, tuttavia gli economisti cercano di stimare la probabilità di una nuova recessione benchè si tratti di un puro esercizio accademico, dal momento che prevedere la prossima congiuntura economica negativa non è mai stato possibile prima che si sia verificata, esattamente come lo è prevedere un terremoto.

Precisato questo, Mihir Worah, CIO delle strategie di rendimento reale e dell’Asset Allocation, e Geraldine Sundstrom, Managing director e portfolio manager di PIMCO, nel loro ultimo outlook di Asset Allocation, nonostante non prevedano un’imminente recessione, stimano che le sue probabilità siano del 70% circa nei prossimi tre-cinque anni.

“Gli investitori hanno beneficiato di una certa stabilità economica e, soprattutto, di rendimenti di mercato positivi per anni, ma le valutazioni eccessive e un contesto macroeconomico mutevole suggeriscono che un cambiamento è alle porte” precisano i due manager che raccomandano una particolare attenzione alle valutazioni, alla costruzione del portafoglio e alla diversificazione: fattori essenziali per superare i rischi posti dagli innumerevoli punti cruciali di svolta.

Le conclusioni a cui giungono i professionisti di PIMCO sono frutto di specifiche previsioni relative alla politica monetaria, alla politica fiscale, alle politiche commerciali, alla politica valutaria e alle dinamiche geopolitiche. In particolare, Mihir Worah e Geraldine Sundstrom si aspettano che l’euro sopravviva, nonostante l’ascesa dei movimenti populisti in Europa, e che l’Italia rimanga nell’Eurozona.