Le azioni europee sono più convenienti di quelle americane e sono ora pronte a recuperare il terreno perduto negli ultimi anni grazie ai buoni fondamentali." />

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Macron Presidente, l'azionario Europa è pronto a ripartire

Le azioni europee sono più convenienti di quelle americane e sono ora pronte a recuperare il terreno perduto negli ultimi anni grazie ai buoni fondamentali.

9 Maggio 2017 10:00
financialounge -  Amundi Credit Suisse Emmanuel Macron Fidelity International francia Matt Siddle mercati azionari Michael Strobaek Philippe Ithurbide Vincent Durel
financialounge -  Amundi Credit Suisse Emmanuel Macron Fidelity International francia Matt Siddle mercati azionari Michael Strobaek Philippe Ithurbide Vincent Durel

Con il nuovo presidente Emmanuel Macron, la Francia dovrebbe orientarsi verso una maggioranza parlamentare o, nella peggiore delle ipotesi, verso una coalizione di governo che non dovrebbe essere difficile da costituire e che, soprattutto, prevede l’esclusione delle forze più nazionalista ed antieuropeiste.

“L'incertezza politica ora sembra diradarsi, Il rischio specifico della Francia scompare, così come il rischio sistemico europeo (Frexit) ed è possibile concentrarsi sui fondamentali, che hanno registrato un significativo miglioramento negli ultimi trimestri” commenta Philippe Ithurbide, Global Head of Research, Strategy and Analysis di Amundi secondo il quale questo contesto rende ancora più attraente le attività francesi ma anche quelle europee. “Rimaniamo in sovrappeso sui titoli europei e francesi (rispetto, in particolare, agli Stati Uniti) e in sovrappeso sulle obbligazioni societarie europee (rispetto ai titoli di stato)” rivela Philippe Ithurbide.

Anche Matt Siddle, Gestore di [tooltip-fondi codice_isin="LU0318939765"]FF European Larger Companies Fund[/tooltip-fondi] di Fidelity International condivide la tesi secondo la quale la vittoria di Macron rappresenta un elemento molto positivo in quanto ciò riduce sensibilmente il rischio percepito della politica in Europa. “Al di là dell’ambito politico, le valutazioni europee (in base, per esempio, al rapporto prezzo/patrimonio netto) restano prossime ai minimi di lungo termine rispetto a mercati come gli Stati Uniti, e il rialzo del ROE (return on equity) è in procinto di colmare il divario con gli USA, mentre la crescita degli utili e le stime sono attualmente superiori rispetto agli Stati Uniti” certifica Matt Siddle convinto che gli investitori globali incrementeranno certamente la loro allocazione sull’Europa ora che il principale fattore di rischio politico è stato rimosso.

Il suo collega, Vincent Durel, Gestore di [tooltip-fondi codice_isin="LU0261948060"]FF France Fund[/tooltip-fondi] di Fidelity International, aggiunge: “Gli utili delle aziende francesi potrebbero salire del 10%, beneficiando delle misure economiche di Macron, che comprendono nuovi tagli fiscali e un piano per convertire gli attuali tagli temporanei delle imposte sociali in una riduzione permanente delle aliquote”. Più in particolare, Macron ha intenzione di aumentare gli investimenti di 50 miliardi di euro in cinque anni, a vantaggio del settore energetico, informatico e delle costruzioni. Inoltre se l’annuncio di ridurre (o vendere completamente) la partecipazione statale in Orange, fatto da Macron in campagna elettorale fosse rispettato, il settore delle telecomunicazioni potrebbe registrare un rinnovato consolidamento.

Infine, Michael Strobaek, Global Chief Investment Officer di Credit Suisse, alla luce della vittoria di Macron in Francia disegna un quadro d’insieme nel quale resta piuttosto critico verso le banche centrali. Occorre tenerle d’occhio, in quanto sotto la foglia di fico di mercati forti, calmi, le principali banche centrali stanno cominciando a orientarsi verso una politica più rigida, non soltanto negli Stati Uniti ma anche in Cina, dove le autorità stanno studiando un inasprimento macroprudenziale. Per il momento solo le stanno registrando questi sviluppi, con l’oro e i metalli industriali in flessione e i titoli minerari in discesa in linea con i tassi cinesi.

“In questa situazione privilegiamo diverse strategie, puntando sui rendimento delle obbligazioni societarie e finanziarie, operando switch dalle costose azioni statunitensi a quelle europee sostenute dal ciclo economico, incrementando le posizioni in yen come copertura valutaria, e optando per l’acquisto di volatilità piuttosto che la vendita in blocco di asset rischiosi in concomitanza con fasi di rialzo del mercato” specifica Michael Strobaek.
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