crescita economica

Nuove tasse e politiche commerciali USA, un gioco a somma negativa

Le nuove tasse e le politiche commerciali dell’amministrazione Trump potrebbero incrementare la crescita USA ma deprimere quella globale esportando deflazione.

28 Marzo 2017 09:33
financialounge -  crescita economica deflazione donald Trump PIL politica fiscale USA
financialounge -  crescita economica deflazione donald Trump PIL politica fiscale USA

Come potrebbero condizionare l'inflazione e l'output globale i piani di bilancio dell'amministrazione Trump? Se lo continuano a chiedere non soltanto gli economisti ma anche gli analisti finanziari che cercano di delineare le possibili implicazioni delle nuove proposte degli Stati Uniti in tema di politiche fiscali e commerciali sui mercati valutari e azionari: una discussione diventata ancora più di attualità alla luce del fallimento dell’amministrazione Trump nell’abolizione dell’Obamacare per mancanza di voti al congresso americano.

Secondo un recente studio di una banca d’affari svizzera, che ha analizzato i meccanismi di trasmissione dei programmi di bilancio dell'amministrazione Trump sui prezzi di beni e servizi in entrata e in uscita negli Stati Uniti e nel resto del mondo, il risultato complessivo è un gioco a somma negativa: le politiche dell'amministrazione Trump potrebbero rivelarsi utili nel proprio paese ma creerebbe forti ripercussioni negative nel resto del mondo.

Per esempio, ipotizzando un regime tariffario di importazione del 10 per cento, si potrebbe arrivare a stimare (immaginando sovvenzioni specifiche per l’export americano) una crescita del PIL statunitense dello 0,9% mentre, in parallelo, la contrazione della crescita globale (quella mondiale meno quella USA) ammonterebbe al -0,4%. Nei prossimi 18 mesi, assumendo che non vi siano ritorsioni da parte dei partner commerciali degli Stati Uniti, l’impatto all’estero in termini disinflazionistici potrebbe essere maggiore rispetto all'impatto inflazionistico negli Stati Uniti: e, dal momento che il resto del mondo è quattro volte più grande rispetto agli Stati Uniti, l'impatto nominale al netto di tale politica è in realtà negativo a livello globale.

Non solo. Visto che negli USA la politica monetaria è in ritardo rispetto al ciclo economico, un ulteriore aumento dell’inflazione interna americana a fronte di un ulteriore aumento della crescita spingerebbe la Federal Reserve ad accelerare il processo di aumento di tassi. Questo metterebbe ulteriore pressione al rialzo sul dollaro e trasmetterebbe un ulteriore impulso alla deflazione globale.
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