donald Trump

Trumponomics, una lezione dalla Svezia

La Svezia non ha influito sull’acquisizione estera delle sue due case automobilistiche puntando sulle aziende della new economy: una lezione istruttiva per Trump.

14 Marzo 2017 09:31
financialounge -  donald Trump Ikea protezionismo settore automobilistico Spotify svezia Trumponomics USA Volvo
financialounge -  donald Trump Ikea protezionismo settore automobilistico Spotify svezia Trumponomics USA Volvo

Forse non tutti sanno cosa è successo alla Svezia negli ultimi decenni: una lezione che potrebbe rivelarsi molto istruttiva per l’amministrazione Trump.

Il SUV di lusso Volvo XC90 ha un design tipicamente scandinavo, ma il cablaggio è messo a punto in Marocco, i catalizzatori in Sud Africa, i particolari in cuoio provengono dal Portogallo e il suo set di batterie ibride dalla Corea del Sud, mentre i proprietari della compagnia automobilistica sono cinesi.

Infatti, quando Volvo stava lottando per evitare il fallimento al culmine della crisi finanziaria globale, il governo di Stoccolma non ha fatto nessuno sforzo per aiutare la società Volvo che è stata venduta, successivamente, al gruppo cinese Geely. La storia di Volvo, che ha contatti con fornitori provenienti da circa 50 paesi, riflette la storia d'amore della Svezia con la globalizzazione.

A differenza del presidente Donald Trump, la maggior parte dei responsabili delle politiche svedesi rimangono convinti che la concorrenza globale e il libero scambio siano fondamentali per preservare lo status del paese come uno dei più prosperi al mondo. Negli ultimi decenni, la Svezia può forse aver mostrato poca comprensione per le aziende nazionali che non possono competere, ma il suo leggendario stato sociale, plasmato da decenni di governo socialdemocratico, assicura che i suoi lavoratori siano assistiti con cura nel caso in cui perdano il posto di lavoro.

Le alte tasse necessarie per finanziare questa rete di sicurezza possono anche avere avuto un effetto negativo sulla crescita, ma hanno anche creato maggiore tolleranza per le perdite di lavoro causate dalla concorrenza e libero mercato: a sostenerlo, tra gli altri è Lars Jonung, professore di economia presso la Sweden’s Lund University.

Già negli anni 1960 e 1970, i governi svedesi hanno sprecato miliardi di denaro pubblico cercando di salvare posti di lavoro, come l'industria cantieristica (una volta orgoglio del paese). Ma negli ultimi anni, la Svezia ha perso entrambi i suoi produttori di automobili (Volvo e Saab) senza quasi nessun rimpianto.

Al contrario, il governo di Stoccolma ha puntellato le finanze pubbliche e oggi la Svezia vanta uno dei più bassi carichi del debito pubblico del mondo. L'apertura al cambiamento ha contribuito a sostituire le vecchie industrie con i giganti internazionali come Hennes & Mauritz e Ikea.

La Svezia si è inoltre distinta anche come uno dei più grandi esportatori al mondo di musica e di giochi per computer (come, per esempio Spotify e Minecraft), grazie ad una politica pubblica di promozione aggressiva: il tutto in un piccolo paese di appena 10 milioni di persone. Ecco perché, secondo gli esperti, per quanto riguarda il commercio, Trump dovrebbe riconsiderare la sua posizione protezionista.

La lotta nel settore automobilistico americano è un esempio calzante: gli sforzi per proteggere i lavoratori dalla concorrenza dei salari ha semplicemente finito per danneggiare la competitività. Nel caso della Volvo Cars, i nuovi proprietari cinesi hanno trasformato le perdite in profitti. Dopo aver lanciato una serie di nuovi modelli, l'azienda l'anno scorso ha registrato un aumento del 66 per cento del risultato operativo a 11 miliardi di corone svedesi mentre le vendite a livello mondiale hanno messo a segno un record, con più di mezzo milione di automobili consegnate.
Trending