Innovazione aziendale, al livello più alto degli ultimi due anni

donald Trump
15 Dicembre 2016 - 9:42

La propensione delle imprese italiane ad investire nell’innovazione tecnologica trova spunti dall’elezione di Trump, dalla crescita tedesca e dall’Industria 4.0.

Quota 36,10. È questo il livello dell’indice fiducia sugli investimenti in innovazione tecnologica (Ifiit), accreditato presso il Ministero dello sviluppo economico e l’Agenzia dell’Innovazione che a dicembre si attesta quindi al massimo da oltre due anni a questa parte (e in crescita rispetto ai 35,8 di novembre).

Un incremento che si è materializzato sulla scia di tre fattori di rilievo: le implicazioni della vittoria di Donald Trump, la conferma della Germania come locomotiva economica europea e il Piano Nazionale dell’Industria 4.0 impostato dal Governo.

L’amministrazione Trump dovrebbe infatti deliberare importanti provvedimenti sia in campo infrastrutturale che energetico e, più in generale, sostenere la crescita economica interna degli Stati Uniti: decisioni che avrebbero implicazioni positive su diversi distretti industriali del made in Italy.

Così come, e siamo al secondo fattore di supporto emerso dalle dichiarazioni del campione degli imprenditori intervistati, l’accelerazione della crescita economica della Germania dovrebbe alimentare una ripresa della domanda di prodotti industriali, favorendo le esportazioni di beni e prodotti di molte imprese specializzate del nostro paese.

Infine, prosegue l’analisi degli imprenditori verso il Piano Nazionale dell’Industria 4.0 impostato dal governo, che dovrebbe rilanciare il finanziamento dell’innovazione soprattutto nelle fasce delle piccole e delle medie imprese orientate all’export e all’internazionalizzazione.

La risultante di tutte queste aspettative fa si che l’industria a metalmeccanica di precisione, quella farmaceutica, quella avionica, e quella dei trasporti e dei sistemi di sicurezza registrino tassi di investimento in innovazione tecnologica superiore alla media di mercato, mentre i settori del legno – arredo e del tessile – abbigliamento continuano a posizionarsi su livelli in linea con la media di mercato