Asia emergente, ecco le ragioni che ci fanno preferire India e Indonesia

Asia
4 Novembre 2016 - 9:25

L’Asia emergente rappresenta una regione interessante per investimenti di lungo termine, e, in questo momento, India e Indonesia costituiscono i paesi più stimolanti.

Nel complesso, Richard Turnill, BlackRock’s Global Chief Investment Strategist, intravede validi motivi per investire in modo selettivo nell’Asia emergente per il lungo termine.

“In particolare privilegiamo gli asset in Indonesia e in India. I tagli dei tassi in Indonesia supportano maggiori investimenti delle imprese e la spesa dei consumatori, mentre l’India ha attuato riforme chiave per il suo sistema fiscale e relativamente al codice fallimentare” sottolinea Richard Turnill nel commento ai mercati dal titolo ‘Emerging Asia’s inflection point’.

Secondo lo strategist, la reflazione attraverso i paesi emergenti dell’Asia si riflette nel miglioramento dei profitti aziendali: il peggioramento del ritmo di crescita degli utili è ormai alle spalle e le prospettive ora sono positive. In parallelo le valute asiatiche si sono stabilizzate quest’anno, e, inoltre, la regione vanta rating relativamente elevati tra tutti i paesi emergenti. Infine, i solidi fondamentali macro economici e la demografia supportano il miglioramento delle prospettive economiche della regione.

Gli investitori sono tornati di nuovo nella regione: in base ai dati EPFR Global, le obbligazioni asiatiche hanno registrato un flusso di raccolta netta derivante da investitori esteri per 13 miliardi di dollari in obbligazioni asiatiche da inizio anno. C’è ancora ampio spazio per aumentare gli investimenti: basti pensare che dalla metà del 2013 (ovvero dal cosiddetto ‘taper tantrum’, circa le prime indiscrezioni circa una possibile riduzione degli acquisti mensili di obbligazioni in dollari da parte della Fed) sono fuoriusciti circa 71 miliardi di dollari di titoli obbligazioni e azionari Asia ex-Giappone.

“In ogni caso, non prevediamo un replay con il prossimo rialzo dei tassi da parte della Fed che dovrebbe essere graduale anche perché l’Asia emergente appare in una forma migliore oggi rispetto al 2013 mentre temiamo i rischi legati alle politiche di crescita della Cina” puntualizza Richard Turnill per il quale, l’Asia emergente sarà comunque chiamata ad affrontare alcune sfide quali la rinnovata forza del dollaro, il possibile protezionismo post-elettorale negli Stati Uniti e le crisi geopolitiche.

** Il presente articolo è stato redatto da FinanciaLounge. Una parte di contenuti e dati gentilmente concessi da BlackRock

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