Brexit

Brexit, non è una questione economica ma politica

25 Maggio 2016 09:43
financialounge -  Brexit Europa Natixis Investment Managers Philippe Waechter Regno Unito
financialounge -  Brexit Europa Natixis Investment Managers Philippe Waechter Regno Unito
Il referendum che si terrà nel Regno Unito il prossimo 23 giugno, rappresenta prima di tutto una questione politica. Ci tiene a sottolinearlo Philippe Waechter, Chief Economist di Natixis Asset Management. Si cerca disperatamente di indicare i vantaggi e gli svantaggi economici che possano dimostrare la validità di una posizione piuttosto che dell'altra. Ma, alla fine, si tratta essenzialmente di una questione politica.

Ma come si può comprendere il trade-off (una situazione che implica una scelta tra due o più possibilità) tra le opinioni politiche (a favore della Brexit) e le argomentazioni economiche (a favore della permanenza nell'UE)? Se i cittadini sono frustrati e temono un futuro più caotico a causa dei grandi flussi (più o meno reali) di immigrati, sarà dura convincerli, utilizzando argomentazioni economiche, delle ipotetiche perdite di reddito derivanti dall'uscita.

“Per tale ragione, non penso sia possibile prevedere con precisione il risultato del referendum. Abbiamo già visto una situazione simile in precedenti referendum come quello del Quebec e della Scozia. Alla fine, spesso prevale una sorta di riflesso conservatore che induce le persone a non modificare lo status quo” constata Philippe Waechter che poi ricorda come la Gran Bretagna abbia tratto vantaggio dal mercato unico europeo, un grande spazio caratterizzato dalla libera circolazione di persone, beni e capitali. Uno spazio che ha messo la concorrenza in primo piano e che ha aumentato la produttività e la competitività delle aziende in tutta l'Unione europea. In altre parole, le società nel Regno Unito sono state direttamente a contatto con un mercato di oltre 400 milioni di persone.

Nel complesso, secondo Philippe Waechter, la Brexit inciderà sulla struttura economica del paese. È probabile che molti prodotti finanziari scambiati a Londra tramite il Passaporto Europeo non saranno più disponibili. I meccanismi di compensazione nel mercato dell'Euro avvengono principalmente nella City. Nel caso di una Brexit, tale situazione non sarebbe più accettabile per i membri della zona euro. Tali mercati si sposteranno nuovamente verso il Continente. Ciò avrebbe un grande effetto marginale sul PIL britannico.

Esistono poi numerose questioni legate alla situazione dei lavoratori europei nel Regno Unito. Gli statuti subiranno modifiche, soprattutto con riferimento alle pensioni. “Esiste anche la questione dei costi dell'assistenza sanitaria per i cittadini inglesi che vanno in pensione nel sud della Spagna: esisterà ancora un accordo tra il Servizio Sanitario Nazionale (NHS) britannico, sovvenzionato dal contribuente, e il suo omologo spagnolo? Vi è notevole incertezza anche in tal senso” conclude Philippe Waechter.
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