Europa

High yield, occasioni d’acquisto sia in Europa che negli USA

1 Marzo 2016 09:43
financialounge -  Europa fondamentali High Yield Iain Stealey J.P. Morgan Asset Management Nick Gartside USA
financialounge -  Europa fondamentali High Yield Iain Stealey J.P. Morgan Asset Management Nick Gartside USA
Vita dura per i risparmiatori che prediligono le obbligazioni. Se si posizionano sugli strumenti di liquidità rischiano di pagare interessi ai debitori (a seguito dei tassi di interesse negativi) mentre se puntano sui titoli con cedole più generose sono esposti alle intemperie dei mercati e subiscono i bruschi saliscendi delle quotazioni. È quello che è successo negli ultimi 12 mesi ai sottoscrittori di fondi high yield: quelli dei fondi Europa hanno perso in media tre punti percentuali mentre i possessori di fondi high yield USA accusano perdite doppie. Ma, a questi prezzi, che incorporano già parecchi degli scenari futuri peggiori, non essere posizionati sui fondi high yield potrebbe rivelarsi un errore.

La pensa così Nick Gartside, International Chief Investment Officer, Fixed Income, di J.P. Morgan Asset Management, e gestore del fondo [tooltip-fondi codice_isin="LU0890597635"]JP Morgan - Global Bond Opportunities[/tooltip-fondi], secondo il quale il mercato high yield europeo è un’isola felice nell’universo corporate globale grazie agli effetti favorevoli della liquidità erogata dalle banche centrali e della debolezza della valuta. L’Europa gode di migliori prospettive di guadagno rispetto ad altre piazze high yield in quanto si trova in una fase del ciclo del credito meno avanzata e ha una bassa esposizione al turbolento settore energetico.

“I rendimenti offerti dai titoli high yield europei possono sembrare bassi rispetto a quelli degli high yield americani, ma i dati di insieme nascondono la minore qualità media delle emissioni USA, oltre a rendimenti risk-free (tassi monetari della zona euro privi di rischio) sottostanti più elevati e una duration media ponderata (scadenza media dei titoli) più lunga. Al netto di tali fattori, gli spread in Europa sono di fatto più interessanti che negli Stati Uniti” spiega Iain Stealey, co-gestore del fondo [tooltip-fondi codice_isin="LU0890597635"]JP Morgan - Global Bond Opportunities[/tooltip-fondi].

Il debito high yield europeo continua a beneficiare di un progressivo miglioramento dei fondamentali. Ciò significa che, in un mercato già qualitativamente migliore in termini di credito, saranno sempre di più le società promosse alla categoria investment grade, che dovrebbero quindi godere di una compressione degli spread e di un conseguente aumento dei prezzi. Ma anche nel segmento high yield USA le occasioni non mancano. Sebbene il settore energetico sia sempre più in difficoltà, molti emittenti high yield americani vantano solidi bilanci.

Nei prossimi mesi il dollaro dovrebbe rallentare il passo perché la Federal Reserve farà fatica ad alzare i tassi oltre l’1% al termine di un ciclo di inasprimento poco significativo: una prospettiva che sostiene gli utili aziendali e contribuisce a rafforzare la crescita economica e il clima di fiducia degli investitori. “Si tratta di un contesto positivo per il mercato high yield, più simile a quello azionario che a quello dei Treasury USA. Anche se la crisi del settore energetico contribuirà ad aumentare i tassi di default aggregati, nel complesso il livello di insolvenze dovrebbe essere ancora gestibile” commenta Nick Gartside.
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