Antonio Bottillo

Ecco i rischi che possono minacciare la sicurezza finanziaria

25 Maggio 2015 10:20

financialounge -  Antonio Bottillo consulente finanziario pensione pianificazione finanziaria protezione del capitale strategia di investimento
ulenti finanziari hanno una consapevolezza più marcata circa i rischi che possono minacciare la sicurezza finanziaria dei propri clienti dopo il pensionamento. È quanto è emerso dal questionario che Natixis Global Asset Management, che conduce nel corso dell’anno una serie di survey a livello internazionale, ha elaborato per ITForum 2015 al fine di identificare e comprendere meglio l’atteggiamento dei professionisti della consulenza finanziaria verso tematiche come il rischio, la pianificazione finanziaria, le diverse strategie di portafoglio.
I risultati sono stati poi raffrontati con i dati emersi dalla ricerca Global Individual Investors Survey condotta dalla stessa società ad aprile di quest’anno su un campione di 7.000 investitori.

“Il sondaggio condotto con ITForum conferma, ancora una volta, il ruolo cruciale che promotori e consulenti finanziari possono avere nell’aiutare i risparmiatori a identificare le loro necessità di lungo periodo, a meglio comprendere il rapporto tra rischi e rendimento e a stabilire un piano finanziario per il futuro gestendo la problematica previdenziale” ha sottolineato Antonio Bottillo, Executive Managing Director per l’Italia di Natixis Global Asset Management. Entrando nel merito delle risposte fornite dai partecipanti al questionario dell’ITForum, tra le problematiche maggiori segnalate la prima è rappresentata dalle non sufficienti pensioni statali, citata dall’86% dei consulenti intervistati (contro il 45% degli individui interpellati nella Individual Investors Survey di Natixis Global AM); segue la situazione finanziaria del nostro Paese, segnalata dall’80% dei consulenti contro il 38% degli investitori, e, ancora, non risparmiare a sufficienza (75% dei consulenti contro il 35% dei risparmiatori dell’indagine).

Dai dati, inoltre, emerge come gli investitori sovrastimino la loro conoscenza nell’ambito degli investimenti rispetto alla percezione che hanno di loro i consulenti e promotori: solamente il 22% dei consulenti intervistati dichiara che i propri clienti abbiano una buona conoscenza finanziaria, contro il 34% degli individui; inoltre, solo il 42% ritiene che i propri clienti conoscano il livello di rendimento necessario per raggiungere i propri obiettivi, contro ben l’83% degli investitori. L’85% dei consulenti dichiara che i propri clienti sono spesso combattuti tra ricerca del rendimento e protezione del capitale. Gli intervistati confermano, infatti, che i propri clienti sono alla ricerca di strategie che possano: bilanciare rischi e rendimenti (86%); diversificare meglio il portafoglio (78%); generare nuove fonti di rendimento (76%); proteggere maggiormente i loro portafogli dai mercati volatili (74%).

Tra gli strumenti che possono aiutare consulenti e investitori ad aumentare la diversificazione e a meglio gestire rischi e volatilità vi sono le strategie non tradizionali e gli investimenti alternativi. Tema sul quale, però, manca ancora un’adeguata conoscenza e consapevolezza da parte degli investitori. C’è spazio, quindi, per promotori e consulenti finanziari per avviare una nuova conversazione su questa tipologia di investimenti.
Qui, risiede, una grande opportunità in quanto, come emerge dai dati, i clienti prenderebbero in considerazione approcci e strategie alternative se fosse il proprio consulente a proporlo. Intervistati poi sulle proprie scelte di portafoglio, consulenti e promotori convergono ampiamente (75%) nel ritenere che in questo momento i fondi e i fondi di fondi siano i prodotti che rappresentino la scelta di investimento più valida per la clientela. A riprova di tale allineamento di interessi, una percentuale più alta (86%) dichiara di investire in tali strumenti il proprio patrimonio personale.

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