Global Balanced Risk Control Fund

Global Balanced Risk Control Fund - 30 aprile 2015

19 Maggio 2015 09:30
financialounge -  Global Balanced Risk Control Fund
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Rassegna di Mercato Nel primo trimestre la crescita dell'economia statunitense ha deluso le aspettative attestandosi allo 0,2% a fronte dell'impatto negativo delle inclementi condizioni climatiche e del rafforzamento del dollaro. Il rallentamento è stato generalizzato, con una decelerazione nella spesa al consumo, nelle esportazioni, negli investimenti e nella spesa di governi statali e locali. L'indice PMI del settore manifatturiero statunitense ha toccato quota 51,5 ad aprile, restando invariato rispetto a marzo. In termini destagionalizzati, a marzo le vendite al dettaglio hanno segnato un aumento dello 0,9%. Il tasso di disoccupazione è rimasto invariato al 5,5%. Su base destagionalizzata, a marzo l'indice dei prezzi al consumo generale ha segnato l'1,8% rispetto a un anno fa, al netto dei prezzi dei generi alimentari e dell'energia. Nel mese di aprile il mercato azionario statunitense ha esibito un andamento laterale. L’indice Msci Usa ha registrato un progresso dello 0,88% in dollari e una flessione del 3,49% in euro. Nell'area euro le condizioni generali continuano a migliorare. Il Pmi del settore manifatturiero è sceso leggermente dai 52,2 punti di marzo a quota 52,0 ad aprile. Tra i mercati sviluppati europei, Irlanda, Spagna, Paesi Bassi e Italia hanno evidenziato le condizioni di maggiore solidità. Secondo la stima rivista di Eurostat, il Pil nell’area euro è cresciuto dello 0,3%, mentre in tutta l’Unione europea è aumentato dello 0,4% nel quarto trimestre del 2014. A febbraio i dati sulla produzione industriale hanno superato le attese, registrando un rialzo dell'1,6% su base annua. Ad aprile l'inflazione dell'Eurozona è temporaneamente aumentata, passando da un tasso annuo del -0,1% a marzo allo 0,0% ad aprile. L’indice Msci Europe ha guadagnato lo 0,01% in euro e ha perso il 4,54% in dollari Usa. In termini destagionalizzati, il Pil giapponese è aumentato dello 0,6% nel quarto trimestre 2014 rispetto al precedente. Il Pmi del settore manifatturiero è scivolato leggermente dai 50,3 punti di marzo a quota 49,9 ad aprile, indicando un peggioramento delle condizioni operative. A marzo la produzione industriale è scesa dello 0,3% in termini destagionalizzati, mentre il calo rispetto all'anno scorso è stato dell'1,2%. La spesa delle famiglie ha continuato a scendere dopo l'aumento dell'imposta sui consumi lo scorso aprile, segnando una flessione del 10,6% a marzo. L'inflazione dei prezzi al consumo rimane contenuta. Non tenendo conto dell'impatto dell'imposta sulle vendite, l'inflazione strutturale è aumentata dello 0,2% su base annua. L’Msci Japan ha generato un rendimento del 3,32% in yen e del - 0,91% in euro.
Attività del Portafoglio Ad aprile abbiamo ridotto l'esposizione azionaria al 31% dal 50% alla fine di marzo. Abbiamo inoltre aumentato l'esposizione all'euro del portafoglio a causa del rafforzamento di questa valuta nei confronti del dollaro statunitense dalla metà di aprile. Negli Stati Uniti il ritmo della crescita si è attenuato più del previsto nel primo trimestre a causa del crollo degli investimenti nel settore energetico e della perdurante forza del dollaro. In Europa le elezioni nel Regno Unito e le trattative sul debito greco hanno aumentato l'incertezza.
Strategia e Prospettive Nonostante la debolezza del primo trimestre, riteniamo che l'economia statunitense probabilmente recupererà terreno nella seconda parte dell'anno. Sebbene la probabilità di un aumento dei tassi a giugno sia diminuita, la politica della Fed continua a dipendere dai dati e questo potrebbe determinare picchi di volatilità nei prossimi mesi. Ad aprile siamo diventati più prudenti sulle azioni europee poiché riteniamo che il mercato sia esposto a rischi di shock, dopo la rapida ripresa alimentata dal QE osservata all'inizio dell'anno. L'attenzione torna ora a spostarsi sulla Grecia, dove un fallimento dei negoziati sul salvataggio farebbe salire la volatilità a breve termine penalizzando i mercati. Verso la fine di aprile i Bund tedeschi e i Treasury statunitensi hanno subito una correzione sulla scia del recupero dei prezzi del petrolio e della risalita delle aspettative di inflazione su livelli più normali. Continuiamo a sottopesare i titoli di stato e a mantenere una duration corta per le nostre posizioni obbligazionarie. Restiamo positivi sui titoli azionari europei nel medio termine; la ripresa sembrerebbe infatti aver acquisito slancio e il mercato azionario si muoverà verosimilmente al rialzo dopo il consolidamento a breve termine. Nel breve periodo continuiamo a preferire l'Asia emergente e le azioni H di Hong Kong in quanto la Banca popolare cinese sta incrementando le misure di stimolo. Sul più lungo termine, per sostenere il movimento al rialzo del mercato saranno necessarie riforme significative e un miglioramento dell'economia.

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