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Il giusto mix tra bond periferici e societari

15 Maggio 2015 10:00
financialounge -  Anima Sgr Fondi obbligazionari High Yield utili
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I dati sul PIL dei paesi europei del primo trimestre hanno fornito ulteriori spunti agli investitori, in particolare a quelli orientati prevalentemente sul reddito fisso. Lo scenario, infatti, sembra confermare un graduale miglioramento dell’economia della zona euro mentre, in parallelo, la crescita economica statunitense sembra rallentare. La concomitanza di queste tendenze, se da un lato rende meno probabile l’avvio del rialzo dei tassi da parte della Fed già a giugno, dall’altro ha cominciato a far circolare qualche ipotesi su una probabile conclusione del Quantitative Easing (QE) della BCE prima di settembre 2016. Inoltre, non si intravede ancora una soluzione di accordo tra Grecia e UE.
Tuttavia, se la questione greca sta generando un po’ di nervosismo sui mercati in generale, per quanto riguarda in particolare i titoli governativi dei Paesi Periferici, la volatilità sulla parte a lunga della curva (quella relativa ai titoli con scadenze dal 2025 in avanti) si deve alla concomitanza di più fattori endogeni: posizionamento degli investitori, elevato flusso di nuove emissioni dato che i governi europei stanno approfittando dei tassi bassi per fare scorta, errori di stima sugli acquisti della BCE etc. La parte a breve, invece, resta «ancorata» agli interventi della BCE. In queste ultime settimane si riscontrano prese di profitto sulle posizioni che hanno generato più profitti da inizio anno (titoli della Periferia, Borse europee, euro/dollaro), ma in generale gli investitori sembrano aver ritoccato solo in parte le decisioni di portafoglio.
“In merito ai titoli governativi, all’interno dei portafogli dei fondi obbligazionari, restiamo concentrati sulla Periferia, ma con i tassi di interesse fermi ai minimi storici rimaniamo convinti che anche per i titoli di stato italiani le opportunità più interessanti si trovino nei BTP legati all’inflazione (inflation linked), oltre che fra le scadenze a medio lungo termine (la preferenza è per la curva 5-15 anni)” fanno sapere i gestori di Anima Sgr che, inoltre confermano la loro visione costruttiva sugli high yield in termini di rischio/rendimento e in generale sulle obbligazioni societarie, con una preferenza per il rischio credito rispetto al rischio tasso, in quanto stanno beneficiando sia della liquidità messa a disposizione dalla BCE, sia di quella che è stata soprannominata «l’era glaciale» dei tassi sotto zero e della conseguente ricerca di extra-rendimento, a fronte dei bassi e spesso negativi ritorni dei titoli governativi.
In generale, i portafogli corporate di Anima presentano un sottopeso di duration (scadenza media dei titoli), in un contesto di sempre maggior diversificazione, e un sovrappeso di beta (direzionalità rispetto al mercato); si preferisce ancora avere emissioni con rendimenti più elevati, ma su orizzonti temporali ravvicinati o con un grado di livello di garanzia dell’emittente (seniority) inferiore, a scapito di emissioni di migliore qualità ma con scadenza più lontana. I fondi corporate di Anima non hanno comunque modificato l’esposizione al mercato nel corso dell’ultimo mese: resta ferma l’idea che gli spread non siano particolarmente attraenti in relazione alla fase del ciclo economico. In termini di allocazione settoriale si conferma una marginale preferenza per utility, industriali e telefonici; le emissioni finanziarie, pur in sovrappeso, sono state ridotte.
Per quanto riguarda le obbligazioni high yield il primo trimestre si è concluso con una robusta performance accompagnata da un buon livello di offerta che è stata ben assorbita dal mercato; in particolar modo le obbligazioni a basso livello di rating tipo Single B e CCC hanno contribuito in modo significativo al movimento. I manager di Anima ritengono che in alcuni settori le valutazioni siano ancora interessanti e che da un punto di vista tecnico il mercato possa rimanere sostenuto dalla forte domanda di rendimento che spinge gli investitori verso livelli di rating più bassi. La chiusura della stagione degli utili sarà comunque un punto chiave per la tenuta del settore nel suo complesso.
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