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Ancora positivi, ma meno esposti, su Europa e Giappone

13 Maggio 2015 10:25
financialounge -  dollaro Europa Federal Reserve giappone livello di rischio mercati azionari
financialounge -  dollaro Europa Federal Reserve giappone livello di rischio mercati azionari
Continuare a privilegiare sia le Borse europee che quella di Tokyo, ma riducendo leggermente l’esposizione alla luce delle possibili fasi di tensione dei mercati. Resta dunque positiva, ma più prudente, la view sui mercati azionari espressa dagli esperti di Anima Sgr per questo mese.
Una visione che ha preso spunto dagli andamenti su tutti i mercati alla fine del mese di aprile che hanno fatto sentire gli effetti negativi sia sui prezzi dei titoli di stato dell’Eurozona e sia sugli indici di Borsa compresa Piazza Affari. Movimenti che hanno influenzato trend tracciati da mesi come, in particolare, il rafforzamento dollaro che ha visto una pausa momentanea.
In ogni caso, l’opinione del team gestionale di Anima è che i mercati azionari e, in generale, le asset class più rischiose, comprese quindi le obbligazioni societarie e specialmente gli high yield, continuano ad essere quelle su cui puntare. Il contributo della politica ultra espansiva della BCE e la ripresa economica nell’Eurozona, forniscono supporti importanti al quadro di riferimento, che non è si affatto deteriorato: al contrario, sarà sempre più necessario fare i conti con una volatilità che tenderà ad aumentare in qualsiasi momento.
La scelta di Anima è quindi quella di continuare, all’interno dei suoi fondi, a privilegiare le Borse europee e ancora una volta il Giappone (dal momento che la Banca centrale nipponica ha confermato la sua politica monetaria accomodante), pur alleggerendo leggermente tutte le posizioni, alla luce delle possibili fasi di tensione. Tra le fonti di preoccupazione resta la trattativa fra il governo greco e i vertici europei (BCE, Commissione Ue e Fondo monetario internazionale) per evitare il default della Grecia sebbene il team gestionale di Anima ritiene che al momento i rischi sul resto dell’Europa e in particolare sulla Periferia siano limitati sia da un punto di vista economico che finanziario, grazie prima di tutto al «paracadute» offerto dagli acquisti della BCE (e dagli strumenti di cooperazione tra i governi, come ad esempio l’European stability mechanism - ESM), anche per quei Paesi che sono «sotto aiuto» ma che stanno rispettando gli impegni assunti con la UE (come ad esempio il Portogallo). Inoltre, va considerato che l’economia greca è relativamente «piccola», in quanto rappresenta meno del 2% di quella dell’Eurozona e che il debito della Grecia risulta quasi del tutto detenuto dalla Troika; basti pensare che l’esposizione degli investitori esteri, sia banche sia settore privato in generale, è calata di circa l’80% dal 2009.
In parallelo, fanno poi notare gli esperti di Anima, c’è molta attesa sulle prossime mosse da parte della Federal Reserve americana: l’attenzione da parte degli investitori si è spostata dalla tempistica con cui la Fed alzerà i tassi di interesse alle modalità e quindi agli strumenti con cui la Banca centrale americana interverrà. Dopo la recente battuta d’arresto del PIL americano nel I trimestre di quest’anno, la Fed in occasione dell’ultimo meeting di fine aprile ha lasciato invariata la sua politica monetaria, rinnovando però l’intenzione di voler avviare la stretta monetaria. Ad oggi, però, sembra difficile assistere ad un rialzo dei tassi già nel mese di giugno.
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