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International Editor's Picks - 7 aprile 2015

7 Aprile 2015 09:15
financialounge -  cina ETF ford International Editor's Picks settore automobilistico
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Se il modello della banca universale è messo in discussione in Usa e Europa, in Cina va invece di moda. Lo riporta il FT di ieri che cita l’ammonimento di Jamie Dimon: speriamo che la prossima JPMorgan Chase non sia cinese. E invece sì. In Cina il credito tradizionale rallenta, il mese scorso i primi quattro istituti di credito hanno riportato il primo declino trimestrale dal 2009. Come nel resto del mondo, anche in Cina le banche devono confrontarsi con requisiti di capitale più stringenti, competizione sui tassi di intereresse e “bad loans” (crediti incagliati) che si accumulano. E quindi vanno a caccia di altre fonti di ricavi. In Cina vige ancora una stretta separazione tra banche commerciali e banche d’ investimento, alle banche commerciali è vietato sottoscrivere IPO o operare da broker-dealer sull’azionario. Ma possono lavorare nella sottoscrizione di bond, nel wealth management, nell’advisory per l’M&A e nei servizi di custodia. Qualche giorno fa la China Securities Regulatory Commission ha stupito tutti annunciando che sta prendendo in considerazione il rilascio di licenze di brokeraggio alle banche commerciali. Ma la minaccia evocata da Dimon resta ancora lontana.

Etf come i titoli strutturati tripla A ma ripieni di subprime del 2007-2008? Secondo un’analisi del Financial Times il rischio c’è. Il giornale della city si concentra sui fondi passivi che replicano panieri di junk bonds e leveraged loans, a prima vita iper-liquidi. Gli Etf sul reddito fisso solo in Usa oggi ammontano a $330 miliardi di asset in controvalore. Ma il sottostante, vale a dire I singoli bond spesso ad alto rendimento, non sono altrettanto liquidi quanto gli Etf pretendono di essere, nota il giornale della City. La capacità di mantenere i prezzi degli Etf allineati con un sottostante a volte poco liquido resta tutta da testare, secondo il giornale. E’ ancora una volta il discorso che molti fanno sul “liquidity crunch”. Se e quando tutti dovessero precipitarsi verso l’uscita, ci sarà abbastanza domanda per soddisfare le vendite? A maggior ragione se si tratta di Etf. I dati sul lavoro di marzo sembrano per ora aver allontanato il prossimo rialzo dei tassi della Fed, ma è meglio che i mercati non si facciano trovare impreparati.

L’industria globale dell’auto sta ripensando se stessa. Il CEOs di Ford Mark Fields dice a Yahoo Finance che sta guardando a tutte le possibilità per crescere nei nuovi mercati e sfruttare le nuove tecnologie. La crescita di società come Uber, Lyft e del car-sharing sta costringendo Ford e altri produttori a guardare oltre il proprio business tradizionale di costruttori di automobili. “Dobbiamo ripensarci sempre più come mobility company che come produttori di auto,” spiega Fields, “e abbiamo deciso di lanciare Ford Smart Mobility, che significa la prossima frontiera dell’innovazione al servizio della mobilità. Il primo passo sarà un servizio di ride-sharing chiamato Dynamic Social Shuttle. Ford sta testando una app su smartphone per offrire agli utenti un servizio simile a quelli di car sharing che stanno guadagnando popolarità in molte città italiane, a cominciare da Milano e Roma. Il programma è solo uno dei 25 esperimenti che Ford sta tentando in tutto il mondo per entrare nel mondo della mobilità per chi non possiede l’auto o preferisce non usare quella di proprietà.
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