Europa

Più interesse nel settore della tecnologia e nelle small cap

12 Marzo 2015 - 8:20
financialounge - news
financialounge - news
Nel portafoglio regionale viene confermata la preferenza per le piazze azionarie di Europa e Giappone rispetto al mercato USA. A livello settoriale, il focus è sui settori ciclici (riducendo l’esposizione ai beni voluttuari e aumentando quella nella tecnologia). Infine, emerge un maggiore interesse verso le small cap globali valutate ora più attraenti rispetto alle large cap. Sono queste, in estrema sintesi, le decisioni di portafoglio mensili che la Pictet Asset Management Strategy Unit (PSU), il gruppo di investimento responsabile delle linee guida di asset allocation in ambito azionario e obbligazionario, nonché in materia di valute e di commodity, ha rivelato nel Barometro di marzo.
“L’Europa e il Giappone presentano solide dinamiche economiche e degli utili, nonché migliori condizioni di liquidità. Nelle ultime settimane l’eurozona ha dato segni di accelerazione economica, favorita da una politica monetaria espansiva e dalla debolezza della moneta unica” fanno sapere gli esperti della PSU che poi aggiungono: “Le indagini recenti riflettono una ripresa dell’attività industriale, sostenuta dall’aumento delle esportazioni. Cresce anche la spesa delle famiglie, ora che la fiducia dei consumatori ha raggiunto il punto più alto dal 2007 e in Italia è tornata addirittura ai livelli del 2002. Si osservano inoltre ulteriori progressi sul fronte dei finanziamenti, dove alla maggiore propensione delle banche a concedere prestiti corrisponde una domanda più elevata da parte dei mutuatari, siano essi aziende o privati. Il programma di acquisto di debito sovrano della BCE, che dovrebbe iniziare in marzo, allenterà ulteriormente le condizioni finanziarie sui mercati monetari e obbligazionari: un contesto favorevole a un incremento degli utili, oggi molto bassi, delle aziende della regione”.
Di solito, nei sei mesi successivi a una netta accelerazione della crescita del credito, i mercati azionari dell’Eurozona offrono solitamente performance migliori di quelli obbligazionari. Il listino giapponese gode di uno scenario simile. La debolezza dello yen ha contribuito ad accelerare la crescita delle esportazioni, che corre ora al ritmo più veloce da oltre un anno. Dopo due trimestri consecutivi di contrazione, l’economia mostra segni di ripresa. E a fronte di un’inflazione ancora contenuta nove mesi dopo l’aumento dell’imposta sui consumi, la BoJ (Bank of Japan) potrebbe decidere di ampliare il piano di QE nel corso dell’estate, fornendo ulteriore sostegno al mercato azionario nipponico. La prospettiva di un aumento della crescita e della redditività ha attratto flussi di investimento globali in Europa e, in misura minore, in Giappone, mentre le piazze azionarie statunitensi sono rimaste indietro a causa dei deludenti dati macroeconomici pubblicati di recente.
“Le valutazioni delle società americane appaiono decisamente onerose in confronto a quelle di altri mercati avanzati, soprattutto in vista dell’inasprimento delle condizioni di liquidità da parte della Fed. Le borse dei Paesi emergenti, in particolare di quelli asiatici, presentano valutazioni interessanti, ma non vediamo ancora un chiaro segnale di acquisto” sostiene la PSU che poi passano a parlare delle economie emergenti che, di recente, hanno evidenziato una diffusa debolezza.
“Gli ultimi dati cinesi indicano un rallentamento dell’attività interna e dell’edilizia residenziale, una volta in pieno boom; tali sviluppi hanno vanificato l’effetto positivo delle recenti misure di allentamento della banca centrale. Anche il previsto rialzo dei tassi di interesse negli USA costituirà un ostacolo temporaneo”. Alla luce di questo scenario di fondo, la PSU ha deciso di chiudere la posizione corta (ribassista) sulle small cap globali, che presentano ora valutazioni più allettanti delle large cap e beneficeranno da un lato dell’accelerazione della crescita a livello globale, dall’altro della maggiore disponibilità di finanziamenti.
Dal punto di vista settoriale, la PSU conferma la preferenza per le aree cicliche, che saranno favorite dalla ripresa dell’economia mondiale, e per quelle che offrono valutazioni più convenienti delle attività difensive. “Nel nostro portafoglio ciclico, riduciamo l’esposizione ai beni voluttuari e chiudiamo la posizione corta nella tecnologia. Siamo sempre convinti che i beni di consumo beneficeranno della maggiore fiducia delle famiglie e di un aumento del potere di acquisto per effetto del calo dei prezzi del petrolio e dei progressi del mercato del lavoro, ma il posizionamento eccessivamente rialzista degli investitori espone il settore al rischio di un mutamento del sentiment del mercato. Esprimiamo un giudizio positivo sui titoli tecnologici, che offrono solidi fondamentali a lungo termine, ma anche in questo caso gli investitori appaiono estremamente ottimisti: per ora, quindi, preferiamo non ampliare ulteriormente la nostra esposizione” concludono gli esperti della PSU.
Trending