banche centrali

È ancora stagione di stili di gestione attiva e flessibile

25 Febbraio 2015 - 9:00
Nel 2015 si terranno le elezioni in Gran Bretagna, Spagna, Polonia, Danimarca, Finlandia, Portogallo, Estonia. In tutti questi appuntamenti il confronto sulle questioni nazionali sarà affiancato dal tema comune del rapporto tra le sovranità nazionali e gli organismi europei. Non solo, come sottolinea Carlo Benetti, Head of Market Research & Business Innovation di Swiss & Global, nel commento analitico L’Alpha e Beta del 23 febbraio, i mercati finanziari sono sempre più sensibili alle azioni di governi e banche centrali anziché alle tradizionali grandezze economiche come PIL, occupazione o utili aziendali. La politica saldamente al centro delle vicende economiche costringe gli investitori a fare i conti con la maggiore volatilità, con l’incertezza crescente per il rincorrersi di notizie contraddittorie, con i movimenti bruschi degli indici. “Durerà ancora molto e, per quanto riguarda i portafogli di investimento, è comunque ancora stagione di stili di gestione attiva e flessibile. In attesa che gli effetti degli oltre mille miliardi promessi dalla BCE arrivino all’economia reale, a far festa saranno i mercati finanziari, perlomeno quelli azionari: negli Stati Uniti la ripresa è sempre più convincente ed i salari orari hanno cominciato ad aumentare ad un tasso superiore a quello dell’inflazione, il rendimento del decennale tedesco, passato dal 6% a meno dello 0,5%, è inferiore al tasso di crescita, una condizione non ammessa dall’aritmetica che governa i rendimenti” spiega Carlo Benetti che, a questo proposito, raccomanda di non dimenticare cosa insegnano i manuali di economia e come l’inflazione faccia comodo a governi e banche centrali per alleggerire in modo indolore il debito. Intanto val la pena di godersi la tregua greca e i dati economici favorevoli. “Il modesto incremento dell’indice PMI Composite (il Composite Purchasing Manager Index è indicatore sintetico composto da cinque sotto-indicatori, frutto di sondaggi periodici presso i manager degli acquisti, ha buona valenza predittiva) segnala che la ripresa economica nell’Eurozona prosegue anche nel primo trimestre del 2015. Il dato di 53,5 di febbraio segna un incremento rispetto al precedente livello di 52,6 e rispetto alle previsioni di 53,0 ed è inoltre il terzo incremento consecutivo. Il dato incorpora gli effetti del prezzo del petrolio ma non riflette ancora pienamente quelli dell’euro debole: quest’ultimo e le condizioni monetarie favorevoli fanno prevedere il lento proseguimento della tendenza positiva dell’economia europea” conclude Carlo Benetti. Per scaricare il documento completo visita il sito my.swissglobal-am.it
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