settore farmaceutico

Farmaceutico e hi tech USA restano la prima scelta

28 Novembre 2014 - 13:10
financialounge - news
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I recenti segnali di un rallentamento economico globale (lanciati, per esempio, dal leading indicator dell’OCSE, dal J.P. Morgan Global PMI e dai nuovi ordini negli USA misurati da Markit) devono essere guardati con attenzione dagli investitori che scelgono i settori legati alla tecnologia.

I titoli azionari del settore high tech sono infatti fortemente vulnerabili rispetto a qualsiasi debolezza del tasso di crescita. Inoltre, a novembre la performance dell’intero settore è stata guidata da solo due sotto-segmenti: i computer (nello specifico, Apple) e, più di recente, i semiconduttori (principalmente Intel).
Precisato doverosamente tutto questo, Claudio Borrelli, Head of Equity Research di Union Bancaire Privée (UBP) si dichiara convinto che i settori healthcare e technology dovrebbero continuare a mostrare buone performance.

“Nel complesso, il settore healthcare resta il migliore in termini di performance. Il peggior sotto-segmento, quello farmaceutico, ha guadagnato il 17%. Tuttavia, le stime forward a 12 mesi sugli utili per azione (EPS) per questo sotto-segmento hanno mostrato un rialzo di solo il 2% da gennaio, ben al di sotto degli altri sotto-settori. Nel medtech, per esempio, lo stesso indicatore mostra un aumento del 6%, pur essendo stato di recente rivisto al ribasso. Gli altri sotto-segmenti hanno mostrato crescite a due cifre” puntualizza Claudio Borrelli.

Nel farmaceutico, l’espansione dei multipli è stata guidata dall’attività di fusioni e acquisizioni (M&A): alla fine rallenterà ma non si è comunque ancora fermata come dimostra l’acquisizione di Allergan da parte di Actavis per 66 miliardi di dollari. Il biotecnologico è l’unico sotto-segmento che sta mostrando una performance peggiore del mercato questo mese, a causa della debolezza di Gilead.

Non essendoci notizie rilevanti, Claudio Borrelli ritiene che questa sia dovuta alle prese di profitto da parte degli hedge fund, in vista della fine dell’anno.
“Il titolo ha guadagnato il 35% da inizio 2014, nonostante abbia perso il 10% a novembre. Continuiamo ad essere rialzisti sui titoli a grande capitalizzazione nel biotech. Il segmento scambia quasi agli stessi multipli di quello farmaceutico, ma con attese di crescita decisamente migliori” conclude Claudio Borrelli.
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