crescita economica

2015, ecco le soluzioni di portafoglio per un anno difficile

19 Novembre 2014 - 13:10
financialounge - news
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Nel reddito fisso, la strategia da adottare consiste nel combinare un portafoglio di tipo «barbell», cioè con due idee contrapposte che, insieme, dovrebbero sviluppare una interessante sinergia con un ottimale profilo di rischio/rendimento. Nell’equity, invece, è indispensabile separare il destino dell’economia del Vecchio Continente (destinata a restare blanda anche nei prossimi trimestri) da quello delle singole aziende europee, molte delle quali caratterizzate da solidi bilanci, diversificazione del fatturato a livello internazionale, dividendi ai massimi degli ultimi 30 anni e che dovrebbero ulteriormente essere aumentati nei prossimi esercizi.

Sono questi, in estrema sintesi, gli approcci delineati dagli strategist di UBP nel corso dell’evento «Outlook 2015: L’anno della svolta» organizzato a Milano per gli investitori professionali e qualificati. Christel Rendu de Lint, Head of Global and Absolute Return Fixed Income di UBP, ha illustrato le scelte di portafoglio in un contesto caratterizzato da crescita modesta, bassa inflazione, tassi di interesse ridotti e tassi di default (fallimento) al di sotto della media storica. La strategist obbligazionaria, in particolare, ritiene che la strada più efficiente sia quella di allestire un portafoglio composto da due «anime» contrapposte.

Nella prima figurano obbligazioni societarie difensive e stabili di qualità denominate in euro: un approccio difensivo per contrastare la cosiddetta «nipponizzazione» della zona euro, ovvero il pericolo di ripercorrere quello che il Giappone ha vissuto negli ultimi 20 anni. La seconda componente, invece, deve esser impostata puntando sui segmenti creditizi a più alto rendimento con solidi fondamentali: dal debito bancario subordinato dei campioni nazionali in Europa e negli Stati Uniti al debito ibrido di società solide non finanziarie fino agli high yield tramite l’uso di CDS. Questi ultimi, secondo Christel Rendu de Lint, offrono tutti i vantaggi degli high yield in termini di rendimento ma con una liquidità molto superiore all’acquisto diretto di bond ad alto rendimento.

“L’high yield nei CDS (Credit default swap) continua a garantire rendimenti allettanti, e i CDS offrono una compensazione per un tasso di default pari a circa il 7% annuo per cinque anni, rispetto al 2% atteso” evidenzia Christel Rendu de Lint che, infine, ma non certo per importanza, propende per una bassa duration di portafoglio per escludere qualsiasi esposizione al rischio tassi.

Robert Jones, co-Head Pan European Equities di Union Bancaire Privée (UBP), invece, ha chiarito le ragioni in base alle quali si può investire in Europa partendo da una premessa importante: occorre distinguere in modo netto crescita economica e sviluppi aziendali. Se la crescita nel Vecchio Continente potrebbe rivelarsi non particolarmente brillante anche nel 2015, alcune selezionate imprese europee (in particolari quelle grandi e ben gestite) continueranno a fare bene e a costituire anche in futuro un investimento di sicuro interesse. Per Robert Jones, in ogni caso, le riforme in atto o che si stanno configurando nella zona euro potranno dare un valido contributo mentre la BCE garantirà un forte sostegno sebbene non tutti i rischi potranno essere azzerati. Ma, gli utili aziendali che si attestano su livelli molto distanti dai massimi pre crisi, i bassi livelli di indebitamento delle migliori società quotate, la consolidata governance aziendale e la solida cultura dei dividendi forniranno importanti supporti all’azionario Europa sia a livello assoluto che rispetto ad altre asset class.

“I bilanci delle società europee sono certamente migliorati in maniera notevole e i dividendi costituiscono il 60% dei ritorni di lungo termine dell’azionario” sottolinea Rob Jones per il quale, inoltre, i titoli azionari europei continuano a offrire un valore significativo, poiché scambiano nella parte bassa del range storico. Nel contesto attuale, il gestore consiglia di favorire storie di ristrutturazione, così come grosse società globali ben gestite, che generano dividendi stabili e di buon livello.
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