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Investimenti, come guardare nella giusta direzione

12 Novembre 2014 - 9:00
financialounge - news
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Effetto Disposizione e Snake Bite Effect.
Parte da questi due comportamenti non corretti tenuti spesso dagli investitori, la seconda puntata di «Investire con la Testa», lezioni pratiche a cura di Schroders per svelare i principali talloni di Achille di investitori e consulenti, anch'essi esseri umani.
Il primo comportamento indica la tendenza a vendere troppo presto gli investimenti in guadagno e a tenere troppo a lungo quelli in perdita: il potenziale extra-rendimento, realizzabile mantenendo più a lungo un buon investimento, viene perso mentre, per non incassare una perdita nell'immediato, si rischia di subirne in futuro una maggiore. Lo Snake Bite Effect (letteralmente “effetto del morso del serpente”), è invece usato per raffigurare la tendenza a lasciarsi condizionare nelle scelte future dagli eventi negativi del passato: rifiutandosi di tornare al profilo di rischio/rendimento precedente, spesso ci si lascia sfuggire opportunità che non hanno niente a che vedere con quanto è successo prima.
Si tratta di due delle trappole più diffuse tra investitori e consulenti finanziari, secondo i dati di Investimente®, il Test, realizzato da Schroders in partnership scientifica con il CRESA (Centro di Ricerca in Epistemologia Sperimentale e Applicata – Università Vita-Salute San Raffaele), che per la prima volta in Italia mette in pratica i principi della finanza comportamentale.

Tornando alle «trappole», la loro alta incidenza si spiega anche per la concomitanza di un prolungato periodo di crisi e di mancanza di fiducia a livello macroeconomico. È umano ancorarsi a punti di riferimento passati (come il prezzo di acquisto) per calcolare utili e perdite. E, dopo una scottatura, aver timore di provare di nuovo il dolore della perdita. Ma in finanza, si sa, contano solo le prospettive future, non le performance passate.
Sono molti gli automatismi mentali che non ci fanno guardare nella giusta direzione: saperli riconoscere è il primo passo per gestirli. Molti investitori hanno la tendenza a basare le proprie scelte sul passato, lasciandosi condizionare dai rimpianti e dal «senno di poi».
Quali accorgimenti adottare per limitare gli impatti della cosiddetta «trappola dello specchietto retrovisore»? “Occorre tener sempre presente che il futuro non è uguale al passato. In generale, è necessario valutare gli investimenti non in base al prezzo di acquisto, ma in funzione della stima di come si comporteranno da lì in avanti. Ad esempio, di fronte a un investimento notevolmente in perdita, bisogna chiedersi «quali sono le sue prospettive?», «ci sono alternative più promettenti, sulle quali vale la pena investire il valore corrente?». Quest’ultimo potrebbe trovare rinnovato slancio puntando su opportunità più profittevoli, che invece si butterebbero via se si tenesse il capitale immobilizzato.

"L’aiuto di un esperto, il proprio consulente finanziario, è fondamentale per dare risposta a queste domande. Di certo focalizzarsi sul prezzo di carico non serve, né tantomeno restare paralizzati nella speranza che le sorti cambino. Bisogna invece capire e agire" dichiara Luca Tenani, Country Head Italy Asset Management di Schroders.

Può rivelarsi utile prima di un acquisto, condividere con il proprio consulente di fiducia alcune «regole», in base alle quali prestabilire in quali casi e a quali condizioni vendere in futuro?
“Certamente. Aiuterebbe a compensare l’effetto disposizione, che ci porta a vendere quando sarebbe meglio tenere l’investimento e a tenere l’investimento quando invece sarebbe meglio vendere. E aiuterebbe ad acquisire maggiore sicurezza e serenità. Quando si tratta di decisioni finanziarie è infatti fondamentale operare delle razionalizzazioni, nonostante le repentine variazioni dei mercati mettano a dura prova i nostri nervi: per questo può rivelarsi d’aiuto ragionare ancor prima di effettuare l’investimento, quando è più facile pensare a mente fredda. Il consulente finanziario è la controparte giusta per definire il piano di azione e aiutarci a tener sotto controllo la nostra emotività. Nella pratica, si tratta ad esempio di individuare un ragionevole obiettivo di crescita e aspettare che esso venga raggiunto prima di cedere alla tentazione di vendere e realizzare il guadagno. Allo stesso modo, può essere utile chiarire in partenza la percentuale di perdita massima, sotto la quale far scattare il disinvestimento per puntare su alternative più valide” conclude Luca Tenani.
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