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Borsa, ecco come guadagnare anche con gli indici in ribasso

6 Novembre 2014 14:00
financialounge -  liquidità
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La correzione azionaria delle ultime settimane ha ulteriormente complicato le scelte dei risparmiatori. Infatti, se da un lato i rendimenti dei titoli di stato e dei bond bancari si muovono sui livelli minimi di sempre, dall’altro la volatilità degli indici azionari certifica che l’investimento in Borsa deve essere fatto in modo assolutamente consapevole dei rischi che si corrono: il pericolo più immediato, in caso contrario, sarebbe quello di vendere i titoli azionari in occasione della prima decisa perdita di valore.

Un problema che può sfiorare anche i gestori specializzati, in particolare quelli long (rialzisti) che, di fatto, possono assumere sostanzialmente due posizioni in portafoglio: acquistare titoli di aziende ritenute sottovalutate e deputate (secondo loro) ad apprezzarsi oppure preferire la liquidità. La prima scelta li espone alle perdite nel caso in cui i titoli in portafoglio scendono mentre la seconda comporta un potenziale mancato guadagno nel caso in cui i titoli (non acquistati) dovessero salire. I gestori azionari non tradizionali possono invece puntare anche a guadagnare sui ribassi di un indice di Borsa di un’area geografica, di un singolo paese, o di un settore.

Facciamo un esempio pratico.
Lunedi 27 ottobre il Ftsemib ha perso il 2,40% mentre il Ftsemib del settore bancario è arretrato del 4,13%, il giorno dopo il Ftsemib è salito del 2,35% mentre il Ftsemib bancario si è apprezzato dell’1,91%, mercoledi 29 ottobre il Fsemib è calato dell’1,64% e l’indice delle banche di Piazza Affari ha ceduto il 4,31%. Alla fine della tre giorni di Borsa, il Ftsemib ha perso complessivamente l’1,74% mentre il paniere bancario ha lasciato sul parterre il 6,51%. Se un gestore long short equity avesse attuato una posizione long (rialzista) sull’Indice Ftsemib e short (ribassista) sul Ftsemib bancario avrebbe realizzato un guadagno del 4,77%, cioè la somma della performance dl Ftsemib (-1,74%) e quella, cambiata di segno perché ribassista, del Ftsemib bancario (+6,51%).

Non solo.
Mentre l’investimento long (rialzista) sul Ftsemib avrebbe comportato una volatilità del 2,08%, quella del portafoglio long short equity sarebbe stata limitata allo 0,90%, cioè a meno della metà di un’esposizione diretta a Piazza Affari.
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