BCE

Perchè il credit easing della BCE potrebbe avere successo

3 Ottobre 2014 10:25
financialounge -  BCE Europa J.P. Morgan Asset Management Mario Draghi TLTRO
financialounge -  BCE Europa J.P. Morgan Asset Management Mario Draghi TLTRO
Sebbene i mercati siano stati delusi sia per il mancato annuncio di nuovi interventi e sia per l’outlook economico modesto che il Governatore Mario Draghi ha delineato nella conferenza stampa di ieri dopo il meeting di ottobre la BCE, Maria Paola Toschi, Market Strategist di J.P.Morgan Asset Management, suggerisce di valutare in modo più positivo alcuni elementi sia dal lato dell’offerta di credito che della domanda, che potrebbero rendere le nuove misure più efficaci e soprattutto contribuire a raggiungere l’obiettivo finale di rivitalizzare l’economia reale.
Senza dimenticare che l’euro si è fortemente indebolito rispetto al dollaro e alle valute estere (e potrebbe proseguire questo trend anche dopo che la Fed avrà concluso questo mese l’acquisto di titoli obbligazionari americani), e che proseguirà da parte della Bce l’abile utilizzo della forward guidance (cioè l’esercizio del proprio potere in politica monetaria al fine di condizionare, con le proprie previsioni, le aspettative dei mercati sui futuri livelli dei tassi di interesse, ndr).

“La reazione dei mercati ieri è stata piuttosto pesante, con cali significativi degli indici azionari dei principali mercati europei che forse auspicavano l’immediato lancio di misure più incisive, ancora prima della partenza di quelle già programmate e non ancora del tutto implementate” commenta Maria Paola Toschi che poi aggiunge: “Negli ultimi mesi l’Europa ha evidenziato persistenti elementi di fragilità. L’inflazione è stata confermata ad agosto a un livello estremamente ridotto, pari allo 0,3%, e il dato PMI del settore manifatturiero della zona Euro è calato, pur rimanendo di poco al di sopra della soglia di 50 che, come noto, divide espansione da recessione. L’Europa resta in bilico in una situazione di crescita fragile da una parte, ma ancora necessità di controllo dei deficit di bilancio dall’altra, mentre le riforme strutturali restano un sentiero lungo e accidentato”.

C’è stato un altro dato che ha creato preoccupazione: la prima tranche di fondi domandati dalle banche nell’ambito del piano di Targeted Long Term Refinancing Operation (TLTRO) è stata considerata modesta (pari a 82,6 miliardi di euro) e, soprattutto, inferiore alle attese: un atteggiamento che sembra confermare l’approccio ancora di forte cautela della banche che non vogliono mettersi nella posizione di sentirsi forzate a rilanciare il credito. Tutto questo ha alimentato la preoccupazione che anche le nuove misure di credit easing possano rivelarsi inefficaci.

“Nel meeting di ieri il Governatore Draghi si è mostrato molto determinato nel portare avanti gli altri tasselli del credit easing, e ha anche alzato il sipario sull’altra operazione annunciata a settembre: l’acquisto di ABS (ABSPP) e covered bond (CBPP3). Questi ultimi cominceranno a essere oggetto di acquisto già a ottobre, mentre gli ABS lo diverranno nel corso di questo ultimo trimestre dell’anno. I dettagli quantitativi dei due programmi di acquisto non sono stati chiariti del tutto, ma Draghi ha fatto riferimento a un controvalore totale di 1.000 miliardi di euro, fino ad arrivare a coprire il 70% degli ABS e covered bond. Il livello minimo di rating sarà piuttosto basso e pari a BBB-. Solo per i bond di Grecia e Cipro potranno esserci dei limiti ulteriori. Il bilancio della BCE potrà tornare a espandersi, per effetto di TLTRO, ABSPP e CBPP3, fino a quando la banca centrale sarà riuscita a far salire le aspettative di inflazione vicine al target del 2%” puntualizza Maria Paola Toschi.

In tutti i casi, secondo la strategist, sebbene permanga molto scetticismo da parte degli investitori sull’efficacia della manovra della BCE per rilanciare il credito in Europa e quindi la crescita, ci sono alcuni elementi da considerare sia dal lato dell’offerta di credito che della domanda, che potrebbero rendere le nuove misure più efficaci e soprattutto contribuire a raggiungere l’obiettivo finale di rivitalizzare l’economia reale. “Dal lato dell’offerta molto è cambiato nel sistema bancario da quando era stato lanciato il precedente e insufficiente LTRO. Le banche hanno svolto una profonda opera di ristrutturazione, con fusioni e aumenti capitale , e si sono preparate all’importante appuntamento dell’Asset Quality Review (AQR), i cui risultati sono attesi a breve. I rally dei titoli obbligazionari governativi di molti paesi hanno stabilizzato i portafogli e i valori di bilancio degli istituti di credito. Tutto ciò potrebbe ridare coraggio alle banche e incentivarle a riaprire il credito” spiega Maria Paola Toschi che sul lato della domanda, ricorda come le aziende si stiano dimostrando più fiduciose e qualche decisione d’investimento in più potrebbe alimentare la ripresa della domanda di credito: tutto ciò potrebbe rendere le richieste della prossima tranche di TLTRO di dicembre più convincenti.

Per la strategist, poi, un altro importante fenomeno molto positivo viene tuttora sottovalutato dai mercati. “L’euro si è fortemente indebolito verso il dollaro, grazie anche all’azione della Fed che completerà il quantitative easing a ottobre. Ciò sta creando un’opportunità di recupero di competitività molto importante per gli esportatori europei. Proprio in questi giorni il cambio euro/dollaro è sceso sotto 1,27. Una divisa unica debole potrebbe anche alimentare un po’ di ripresa d’inflazione grazie all’aumento di alcuni costi, tra cui l’energia, indotto proprio dalla forza del dollaro, allontanando lo spettro della deflazione che spaventa i mercati”. Il Governatore Mario Draghi, ricorda infine Maria Paola Toschi, ha comunque ancora ammonito che esistono rischi sia per la crescita che per l’inflazione. E anche se non ha fornito elementi per valutare se potrebbero esserci prossimi passi e quali, ha rinnovato l’idea che la BCE resta pronta a fare di più se sarà necessario: un QE all’Europea potrebbe profilarsi all’orizzonte, come scelta estrema nel caso in cui le armi della BCE dovessero risultare ancora spuntate.
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