BCE

Massima attenzione ai potenziali ostacoli

22 Settembre 2014 - 13:50
financialounge - news
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Giordano Lombardo Group CIO di Pioneer Investments, nella CIO letter di settembre 2014, conferma la strategia di investimento che prevede un sovrappeso negli asset rischiosi con ampia diversificazione del portafoglio ma, al contempo, dichiara di prestare la massima attenzione ai tanti potenziali ostacoli presenti e futuri sul mercato.
“Le molteplici transizioni che tutte le principali aree economiche stanno affrontando non sono affatto concluse. Permangono alcuni gap (quantità del debito complessivo, assenza di domanda aggregata) nonché un divario tra valori elevati degli asset finanziari e condizioni economiche globali deboli” sottolinea Lombardo che poi aggiunge: “La necessità di attuare riforme strutturali è ampiamente riconosciuta sia nel mondo sviluppato che in quello emergente e potrebbe determinare interessanti opportunità di investimento nei singoli paesi nei prossimi anni. Le banche centrali continueranno a esercitare un ruolo cruciale nei mercati finanziari. Crediamo, tuttavia, che i loro interventi saranno meno efficaci che in passato, essendo quasi esaurita la potenza di fuoco delle loro politiche non convenzionali. Auspichiamo una progressiva riduzione dell'intervento delle banche nei mercati, affinché i divari globali possano colmarsi gradualmente”. Lombardo propone poi di esaminare sinteticamente le condizioni economiche globali, come in una sorta di rapido “check-up” in questa situazione di impasse tra mercati ed economia.
E a questo proposito afferma: “Siamo giunti alla conclusione che, nonostante l'economia globale abbia compiuto molti passi in avanti rispetto ai tempi della crisi finanziaria, i principali squilibri strutturali (un debito enorme, assenza di domanda aggregata) sono rimasti sostanzialmente immutati, lasciandoci tutti alle prese con il problema immutato dell’asset allocation”. In pratica, in un mondo caratterizzato da un tasso di inflazione pari a zero/bassa crescita/tassi a zero, esiste una probabilità elevata che i mercati azionari e del credito continuino a produrre rendimenti positivi, per quanto bassi, e che il processo di formazione delle bolle prosegua il suo corso.
Tuttavia, questa situazione è più un motivo di preoccupazione che di rassicurazione e Lombardo scorge un solo modo per proteggersi dalle spiacevoli conseguenze di tale scenario: diversificare il più possibile i portafogli, allocando nel corso del tempo parte del budget di rischio all'acquisto di protezione dagli scenari alternativi più negativi. “Gli sforzi compiuti dalle tre banche centrali «keynesiane» (Fed, Banca d'Inghilterra e Banca del Giappone) sono stati finalizzati alla creazione di inflazione attraverso il quantitative easing. L'inflazione è stata indubbiamente creata, ma ha riguardato gli asset finanziari, con tutte le conseguenze negative correlate al fenomeno: aumento delle disparità nei redditi e nella ricchezza, riduzione del potere di acquisto per i percettori di redditi medio-bassi, riduzione dell'accessibilità al mercato immobiliare per la classe media. Tutti questi elementi si aggiungono al secondo problema che permane nelle economie sviluppate, cioè l'assenza di domanda aggregata” argomenta Lombardo che indica anche le altre note patologie dell'economia dell'Eurozona: mancanza di competitività e frammentazione dei mercati creditizi.
“Questi elementi hanno indotto il presidente della BCE, nel discorso di Jackson Hole, a invocare una sorta di intervento a «tre frecce» che ricorda l'esperimento dell’Abenomics, costituito da una combinazione di allentamento della politica monetaria, stimolo fiscale tramite investimenti a lungo termine e riforme sul piano dell'offerta a livello di singolo paese” riferisce Lombardo che mentre ammette che la prima delle tre frecce potrà produrre come effetto principale il deprezzamento dell'euro (che potrebbe attestarsi nella misura dell'1,20-1,25 rispetto al dollaro USA) si dichiara non molto ottimista sulle altre due «frecce», cioè uno stimolo fiscale forte e un coraggioso piano di riforme nei paesi che fino a ora sono stati riluttanti ad adottarle (nello specifico, la Francia e l'Italia). “Il motivo principale del nostro scetticismo risiede nell'opposizione politica da parte di diverse componenti all'interno degli elettorati europei. Pertanto, rimane sullo sfondo principalmente lo scenario delle misure politiche monetarie, già annunciate dalla BCE” puntualizza Lombardo.
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