Asset Backed Securities

Tassi di interesse USA e dollaro su, commodities giù

10 Settembre 2014 14:10

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mmento ai mercati del 9 settembre, Russ Koesterich, Global Chief Investment Strategist di BlackRock punta l’attenzione sulla ripresa ciclica dell'economia. Un trend che ha e, secondo lo strategist, dovrebbe continuare ad avere un impatto sulle diverse asset class che può essere riassunto in tassi di interesse americani in rialzo, dollaro in apprezzamento e pressi delle materie prime sotto pressione.

In ogni caso, il commento di Russ Koesterich parte dal convincimento che il dato debole sui nuovi posti di lavoro USA in agosto non sia indicativo di un rallentamento dell'economia statunitense.
“Infatti, mentre l'economia americana deve ancora affrontare una serie di problemi strutturali, la maggior parte dei fattori congiunturali suggeriscono che la crescita dovrebbe essere relativamente forte fino alla fine dell'anno. Questo, a sua volta, suggerisce che i tassi di interesse a breve termine potrebbero aumentare, rafforzando il dollaro e indebolendo i prezzi delle materie prime” argomenta Russ Koesterich.

Nel mese di agosto, l'economia statunitense ha creato 142.000 nuovi posti di lavoro, il dato più debole di quest'anno e ben al di sotto delle stime degli economisti e degli analisti. Tuttavia, Russ Koesterich ritiene che si tratti di un dato influenzato dalla debolezza stagionale (e, inoltre, potrebbe essere rivisto al rialzo). In ogni caso, escluso il lavoro, altri dati economici hanno tratteggiato un quadro positivo. Un indicatore economico importante, l’indagine dell’Institute for Supply Management’s manufacturing survey, ha evidenziato che i nuovi ordini hanno raggiunto il livello più alto dal 2004, mentre la componente relativa ai servizi ha toccato il picco degli ultimi nove anni.
Inoltre, il settore auto, beneficiando di continui bassi tassi di interesse, ha visto un aumento delle vendite per 17,45 milioni annualizzato, il migliore tasso di crescita dall'inizio del 2006. In questo contesto, per Russ Koesterich la ripresa ciclica dell'economia sta avendo, ed è probabile che continui ad avere, un impatto sulle diverse classi di attività.

“In primo luogo, il paesaggio economico è coerente con la nostra opinione in base alla quale i tassi di interesse a breve termine sono adesso più vulnerabili ad un trend crescente. In questo scenario, i tassi a lungo termine sono rimasti relativamente stabili (sebbene in lieve rialzo dello 0,10% la scorsa settimana). Questa mancanza di volatilità a lungo termine del debito del Tesoro americano è in parte giustificata dal crollo dei rendimenti in Europa e gran parte del mondo sviluppato al fuori dagli Stati Uniti: sebbene i rendimenti dei Treausury siano bassi, appaiono comunque ancora interessanti rispetto ai tassi ancora più bassi dei governativi europei e giapponesi, aumentandone la domanda che, a sua volta, ne riduce i rendimenti. Nel frattempo, i tassi a breve termine proseguiranno in un costante rialzo. Continuiamo a credere che gli investitori dovrebbero avere la massima cautela sui bond USA a due e a cinque anni” spiega Russ Koesterich.

In secondo luogo, il dollaro si è rafforzato ed è probabile che continuerà a farlo. La forza del dollaro non è semplicemente frutto dell'economia statunitense in accelerazione, ma riflette anche la debolezza in altre regioni. Ad esempio, i dati economici europei continuano a deludere, ed hanno costretto la Banca Centrale Europea a ridurre i tassi di interesse e ad avviare un nuovo programma di acquisto di titoli asset-backed (ABS): l'effetto, come previsto, è stato quello di spingere l'euro verso il basso rispetto alle altre valute, in particolare nei confronti del dollaro.

“Infine, il rally del dollaro sta anche spingendo verso il basso i prezzi delle materie prime su tutta la linea. L'S&PGSCI Total Return Index, che riflette l’andamento di tutte le materie prime, segna un -3% da valore che aveva a inizio anno, con perdite più ampie per quanto riguarda il petrolio Brent, il gas naturale, e quasi tutto il comparto delle commodity agricole. Anche l'oro, che ha beneficiato quest'anno dal calo dei tassi di interesse reali, ha perso circa il 5% dalla sua massimo relativo di luglio, di cui l’1,50% la scorsa settimana. Se il biglietto verde continua a salire e, soprattutto, i tassi reali cominciano a invertire il trend muovendosi verso l'alto, gli investitori dovrebbero aspettarsi un arretramento dei prezzi delle materie prime” conclude Russ Koesterich.

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