BCE

In due anni prestiti fino a 200 mld per le PMI italiane

14 Agosto 2014 11:25
financialounge -  BCE credit crunch finanziamento LTRO PMI
financialounge -  BCE credit crunch finanziamento LTRO PMI
L’analisi del deludente dato del PIL italiano del secondo trimestre (-0,2%) ha evidenziato che la contrazione degli investimenti è stata tra le cause principali dei fattori frenanti. Sia gli investimenti pubblici (minori risorse a disposizione sia dell’Amministrazione Centrale che degli Enti locali hanno provocato una consistente riduzione del flusso di investimenti di Stato, regioni, province e comuni) che quelli privati (con il settore dell’edilizia in forte contrazione rispetto agli anni precedenti) hanno mostrato forti segnali di deterioramento strutturale.

Secondo gli esperti, una quota significativa della caduta degli investimenti in Italia è da attribuirsi al cosiddetto credit crunch, ovvero alla scarsa propensione delle banche a concedere prestiti alle PMI e alle famiglie. In quest’ambito, in attesa di conoscere come si svilupperà il piano del Governo Renzi di restituzione dei debiti della PA, ci sono molte aspettative per i TLTRO (Targeted Long Term Refinancing Operation) della BCE.

L’istituto centrale di Francoforte metterà all’asta finanziamenti alle banche della zona euro da destinare esclusivamente alle imprese private (con la sola esclusione dei mutui residenziali ai privati, le cartolarizzazioni, i prestiti alle imprese finanziarie oltre al leasing e al factoring) in due aste nel 2014 (il 18 settembre e l’11 dicembre) e in successive aste trimestrali fino al 2016 ad un tasso di interesse dello 0,25%. Dal momento che ogni banca potrà richiedere fino al 7% del totale dei prestiti erogati al settore privato non finanziario in essere al 30 aprile 2014 e che tale ammontare complessivo valeva circa 1.000 miliardi per l’intero sistema creditizio italiano, il totale che potrà essere erogato sarà di circa 70 miliardi di euro.
Secondo gli esperti di Goldman Sachs tale valore potrà ampliarsi fino a 200 miliardi in due anni.

In tutti i casi ci sono tre ordini di problemi.

1) A quale tasso di interesse verranno concessi i finanziamenti da parte delle banche alle PMI italiane? Un tasso eccessivamente alto potrebbe o non essere ritenuto conveniente dalle imprese (con conseguente utilizzo ridotto dello strumento) oppure rendere poco competitive le aziende italiane che si finanzierebbero a tassi superiori a quelli medi dei concorrenti europei.

2) La domanda del credito da parte delle PMI non sembra vivace in quanto risulta molto dipendente dagli investimenti pubblici senza la ripartenza dei quali è difficile che i motori delle PMI possano accelerare ai livelli pre crisi 2007.

3) Che fine faranno i nascenti mini bond? Le obbligazioni che le imprese italiane possono emettere sul mercato con agevolazioni fiscali potrebbero subire uno stop importante qualora il ricorso ai TLTRO fosse ingente e tale da coprire gran parte delle esigenze delle piccole aziende italiane che sostengono costi piuttosto onerosi nel collocamento dei mini bond.
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