Diversified Alpha Plus Fund

Diversified Alpha Plus Fund - 31 luglio 2014

12 Agosto 2014 11:00
financialounge -  Diversified Alpha Plus Fund
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1. Nelle ultime due settimane di luglio i differenziali dei titoli high yield statunitensi si sono ulteriormente ampliati a 388 punti base, 65 pb sopra il minimo di giugno (indice Barclays US Corporate High Yield al 31 luglio).

2. Sebbene il tasso di insolvenza si mantenga estremamente basso, secondo Moody’s a febbraio ha quota 1,6% e nei mesi successivi ha continuato ad avanzare avvicinandosi al 2%. All’aumento degli spread delle emissioni high yield non è però corrisposta una variazione dei rendimenti delle obbligazioni investment grade, malgrado la correlazione tra le due classi sia in genere elevata. Il dato sul PIL statunitense del secondo trimestre ha confermato che la debolezza dei primi tre mesi dell’anno era di natura transitoria e i risultati aziendali del periodo hanno evidenziato un’accelerazione della crescita degli utili. Tuttavia, le azioni statunitensi hanno ceduto il 2% dopo le dichiarazioni di tono leggermente più restrittivo del Fomc e l’ondata di vendite abbattutasi sulle scadenze brevi, che ha visto il rendimento del Treasury a 2 anni salire di 5 punti base a 53 pb, ovvero 23 pb sopra il massimo di febbraio. Le forti oscillazioni dei prezzi legate alle attese che la normalizzazione dei tassi sarà più veloce del previsto rappresentano a nostro avviso un notevole rischio per i mercati azionari, e la reazione era prevedibile. Il dollaro Usa si è apprezzato di un ulteriore 1,3% (trade-weighted).

3. Le borse globali hanno registrato risultati leggermente migliori cedendo l’1% circa, mentre l’Asia, Giappone escluso, ha espresso la miglior performance con un rialzo del 2,9% in valuta locale. Il listino cinese ha archiviato il risultato più brillante grazie alla crescita del 6,3% delle A- share in previsioni di un miglioramento dell’economia e di una futura convergenza delle valutazioni, ora che questo mercato si sta aprendo sempre più agli investimenti dall’estero. Continuiamo però a nutrire seri dubbi sulla sostenibilità della ripresa, che essendo alimentata dall’accelerazione della crescita del credito e degli investimenti in infrastrutture non fa che esacerbare i già problematici squilibri dell’economia cinese. Rileviamo che a luglio i prezzi degli immobili hanno continuato a scendere per il terzo mese consecutivo e le vendite al dettaglio di beni di lusso hanno segnato una nuova flessione a causa dell’apparente impatto negativo sull’”effetto ricchezza”.

4. I dati sulla crescita dell’Eurozona hanno confermato che la ripresa prosegue. La debolezza di alcuni indicatori nel secondo trimestre è quasi certamente attribuibile al deludente andamento della crescita globale nei primi tre mesi dell’anno, considerato che in Europa le tendenze dell’economia mondiale si manifestano in genere sempre con circa tre mesi di ritardo. Individuiamo anche qualche prima indicazione che la ripresa sta iniziando a tradursi in un miglioramento degli utili societari e infatti i margini di redditività del secondo trimestre delle società che pubblicano i dati trimestrali si aggirano per ora attorno al 10%. Tuttavia, il deterioramento dei rapporti con la Russia è un chiaro rischio.

5. Il comparto ha generato un rendimento positivo dello 0,6% nella seconda metà di luglio grazie al contributo delle posizioni corte coperte nei titoli del settore aerospaziale globale, delle posizioni corte nel dollaro neozelandese e nell’euro e degli investimenti legati al tema della normalizzazione della politica monetaria statunitense (esposizione corta ai Treasury Usa a 2 e 10 anni). La performance ha invece risentito delle posizioni corte nei titoli sensibili all’andamento della Cina, ad esempio le banche e le H-share cinesi, e nell’indice Hang Seng di Hong Kong.

6. Nelle ultime due settimane abbiamo chiuso le posizioni corte nelle azioni cinesi a fronte del miglioramento dei dati. È la quarta volta in tre anni che copriamo le posizioni corte connesse a questo tema nelle fasi di accelerazione del ciclo economico cinese, ma intendiamo riaprirle a breve non appena si presenterà l’occasione. Abbiamo inoltre liquidato una posizione corta nei titoli sensibili all’andamento dei tassi britannici e monetizzato i guadagni a fronte della riduzione del differenziale di valutazione
Le posizioni ribassiste sui tassi statunitensi e il dollaro neozelandese sono state ampliate.



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