Global Balanced Risk Control Fund

Global Balanced Risk Control Fund - 31 maggio 2014

12 Giugno 2014 - 7:30
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Analisi di mercato
Per il mese di maggio, il dato preliminare dell'indice Markit Pmi relativo al settore manifatturiero statunitense ha toccato 56,2 punti risalendo dai 54,2 punti di aprile, a indicazione di una crescita della produzione al ritmo più sostenuto degli ultimi tre anni. La versione preliminare dell'indice Pmi elaborato da Markit per il settore dei servizi ha mostrato a sua volta un rialzo a quota 58,4 a maggio (da 55,0 ad aprile), ovvero il valore più alto da 26 mesi. Ad aprile le vendite al dettaglio e del settore alimentare si sono attestate a 436,4 miliardi di dollari, in rialzo dello 0,1% su base destagionalizzata rispetto a marzo.
Nel periodo l'occupazione non agricola è complessivamente aumentata di 288.000 unità, mentre il tasso di disoccupazione è sceso al 6,3%. L'inflazione dei dodici mesi terminati ad aprile, misurata dall'indice dei prezzi al consumo (Ipc), è stata pari al 2,0% (dato non destagionalizzato).
A fine maggio il Bureau of Economic Analysis ha comunicato che, in base alla sua seconda stima, il Pil statunitense si è contratto dell’1,0% su base annua nel primo trimestre del 2014, a fronte della precedente stima di una crescita dello 0,1%.Ad aprile l’indice S&P 500 ha reso il 2,34% in dollari e il 4,03% in euro.

A maggio sono emersi nuovi segnali di crescita economica nell’Eurozona. I dati preliminari dell'indice composto Markit Pmi per l'area euro indicano un lieve calo da quota 54,0 ad aprile a 53,9 punti. A metà maggio, Eurostat ha pubblicato le sue ultime stime preliminari sulla crescita del Pil, secondo cui nel primo trimestre le economie dell'area euro e dell'Unione europea avrebbero registrato una crescita reale (su base destagionalizzata) dello 0,2% e dello 0,3% rispettivamente nel primo trimestre del 2014. In una nota a parte l'istituto ha comunicato che la produzione industriale è calata dello 0,3% a marzo.
Le vendite al dettaglio dell'Eurozona sono cresciute dello 0,3% a marzo e dello 0,9% su base annua. Malgrado il rialzo dallo 0,5% di marzo allo 0,7% ad aprile, il tasso d'inflazione annuo dell'area euro si mantiene contenuto. L’indice Msci Europe ha guadagnato il 2,68% in euro.

I dati economici pubblicati a maggio in Giappone hanno continuato a risentire dell’aumento dal 5% all’8% della tassa sui consumi, introdotto ai primi di aprile. Le prime proiezioni pubblicate dal governo indicano che, in termini reali, il Pil giapponese è cresciuto a un tasso annuo del 5,9% nel primo trimestre 2014, trainato in particolare dai consumi privati, la cui espansione è stata del 10,1% su base annua.
Ad aprile l'inflazione dei prezzi al consumo su base annua si è attestata al 3,4%, il livello più alto da 23 anni.
Le riforme del "terzo pilastro" del programma varato dal primo ministro Abe, che comprende in particolare la riforma delle imposte societarie e la riallocazione degli investimenti del Gpif (Government Pension Investment Fund), potrebbero dare slancio alla corsa delle azioni nipponiche. L’Msci Japan ha prodotto un rendimento del 3,55% in yen e del 5,63% in euro.

Attività di portafoglio
A maggio abbiamo lasciata invariata al 74% l'esposizione azionaria del Comparto. Malgrado le costanti tensioni tra Russia e Ucraina l'indice Vix, il cosiddetto indicatore della paura, ha continuato a ridimensionarsi, sino ad attestarsi a quota 12.
I mercati azionari hanno evidenziato un netto rimbalzo verso la fine del mese sulla scia delle dichiarazioni espansive rilasciate dalla Federal Reserve, delle indicazioni di un possibile allentamento monetario da parte della Bce e del miglioramento dei dati cinesi.
Confermiamo il sovrapeso nei mercati emergenti ed abbiamo incrementato l'esposizione all'azionario dell'America Latina, dove le condizioni sembrano essere migliorate: i paesi emergenti della regione hanno sovraperformato il resto dei mercati emergenti sia sull'arco di un mese che di tre mesi.

Strategia e prospettive
Restiamo ottimisti sulle prospettive della ripresa globale visto l'orientamento estremamente espansivo delle banche centrali nel breve periodo. La Bce ha reiterato l'impegno ad ancorare le aspettative di inflazione. I tagli dei tassi d'interesse uniti alle misure di sostegno alla liquidità, alle nette revisioni al ribasso delle previsioni di inflazione e alla promessa di nuovi interventi, se necessari, indicano che Draghi farà tutto il possibile per frenare il rafforzamento dell'euro e far salire l'inflazione.
Soprattutto, la modifica del meccanismo di sterilizzazione segnala che l'istituto di Francoforte potrebbe avviare un programma di allentamento quantitativo.
Anche il "terzo pilastro" del programma di riforme giapponese potrebbe cominciare a generare impatti positivi e la sovraperformance segnata a maggio dal mercato nipponico potrebbe essere il primo indizio di una revisione delle aspettative degli investitori.



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