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Sovrappeso nell’high yield senza trascurare i rischi crescenti

21 Maggio 2014 - 12:40
financialounge - news
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C’è ancora valore nel segmento high yield sebbene occorra prestare la massima attenzione per evitare i rischi, in aumento, di questa asset class. Lo sostiene nel Barometer di maggio 2014 la Pictet Asset Management Strategy Unit (PSU) che, sempre nel reddito fisso, ha preso profitto, portandoli a peso neutrale in portafoglio, nei bond emergenti in valuta locale, ed ha aumentato la quota, che ora è a peso neutrale, negli emerging markets bond in dollari USA. La PSU ha inoltre deciso di ridurre la duration di portafoglio come spiega di seguito:

“Dall’inizio dell’anno le piazze obbligazionarie hanno messo a segno ottime performance grazie al calo dell’inflazione, alla frenata degli USA e alle politiche monetarie sostanzialmente invariate nei Paesi avanzati. I Treasury statunitensi a 10 anni hanno guadagnato il 4%, i bund tedeschi più del 5% e le emissioni governative delle periferia europea oltre il 10%. In seguito a tali performance le valutazioni di alcune asset class del reddito fisso sono scese a livelli ingiustificati. Abbiamo quindi deciso di ridurre la duration della componente obbligazionaria del portafoglio, anche perché non prevediamo nuove misure di stimolo dalla BCE prima della seconda metà dell’anno”.

Tuttavia, le prospettive del segmento high yield europeo si confermano interessanti, motivo per cui la PSU continua a sovrappesare l’asset class. Sebbene l’offerta di nuovi titoli high yield sul mercato primario sfiori ormai livelli record, la qualità degli emittenti resta elevata, se si considera che la maggior parte delle operazioni è classificata tra il rating BB+ e quello BB-. Si attende inoltre una flessione del tasso di insolvenza delle società non investment grade, che secondo le stime di Moody’s quest’anno passerà dal 3,5% al 2,5%. E ancora, la bassa duration dei titoli high yield rispetto ad altri strumenti del reddito fisso dovrebbe fungere da paraurti in caso di incremento dei rendimenti obbligazionari di riferimento.

Tuttavia, avverte sempre la Pictet Asset Management Strategy Unit ciò non significa che il mercato sia privo di rischi. Negli Stati Uniti aumentano le emissioni di bond che offrono meno tutele agli investitori; sarebbe preoccupante se il fenomeno raggiungesse anche l’Europa. Inoltre, sempre più spesso le società usano la raccolta obbligazionaria per attività diverse dal rifinanziamento del debito esistente, ad esempio per operazioni di acquisizioni, che rappresenta una prassi rischiosa.

“Su altri fronti abbiamo ridotto l’esposizione al debito emergente in valuta locale in seguito al recente rimbalzo. Nonostante l’asset class presenti un forte potenziale nel medio termine grazie a un’interessante combinazione di carry elevato e bassa duration, nell’immediato i margini per ulteriori guadagni appaiono limitati. Per contro abbiamo rafforzato gli investimenti emerging markets debt in dollari Usa, passando da una posizione di sottopeso e una neutrale” conclude la Pictet Asset Management Strategy Unit.
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