IPO

Dalle scarpe di Jimmy Choo al cioccolato di Prada

18 Marzo 2014 15:26

financialounge -  IPO moda Prada quotazione
Choo punta alla quotazione per finanziare la propria crescita, Harmont & Blaine ha una strategia differente e Prada punta sul luxury food per valorizzare e rafforzare il brand. Il settore della moda è in fermento.

Resi celebre dalle ragazze protagoniste del film Sex And the City, le scarpe di Jimmy Choo si starebbero dirigendo a grandi passi verso la quotazione in borsa. A rivelare l’IPO (Initial Public Offering) è il Financial Times, secondo cui la valutazione di mercato si aggirerebbe sui 1,66 miliardi di dollari.

Gli svizzeri di Labelux, società d’investimento proprietaria del brand, acquistarono il marchio di scarpe nel maggio 2011 per una cifra pari a 500 milioni di sterline. Ora la necessità che emerge è quella di finanziare la crescita attraverso lo sbarco in Borsa, con una valorizzazione prevista per 1 miliardo di sterline. La società è stata fondata 18 anni fa dal malesiano Jimmi Choo e dalla giornalista di moda Tamara Mellon, grazie ad un prestito di 150 mila sterline da parte del padre della stessa giornalista. Prima della fama, Jimmy Choo produceva scarpe in un laboratorio nell’East-End di Londra, in un padiglione abbandonato di un ospedale. La svolta arrivò quando lo stilista per farsi conoscere al mondo, lasciò che la celebre rivista Vogue usasse gratuitamente le sue scarpe per le proprie pubblicazioni, chiedendo in cambio che il suo nome comparisse nel celebre magazine. Quando anche Lady Diana indossò le sue scarpe la notorietà dello stilista malesiano divenne globale e nel 2011 Jimmy Choo decise di vendere la sua quota per 10 milioni di sterline ad un fondo di private equity, dedicandosi esclusiavamente all’alta moda.

Harmont & Blaine invece ha scelto una strategia differente per supportare la crescita della società, scegliendo il fondo Clessidra SGR come partner. L’ingresso del nuovo socio avverrà attraverso un aumento di capitale riservato ed interesserà una quota di minoranza del capitale dell’azienda. L’obiettivo è consolidare ed accelerare il percorso fin qui svolto per poter competere sui mercati internazionali. Nel 2013 il fatturato del gruppo è stato di 71 milioni di euro (+17,7%).

Infine Prada, che pur non essendosi aggiudicata Cova (dallo scorso giugno nelle salde mani di Lvmh) ha comprato l’’80% della storica pasticceria meneghina Marchesi. Fondata nel 1824 è ancora oggi famosa per la sua eccellenza dolciaria. Stando alle dichiarazione della stessa Prada, l’acquisizione punta alla “valorizzazione ed al rafforzamento strategico del marchio nell’ambito di futuri progetti di sviluppi sia a Milano, sia a livello internazionale”.

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